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Perdonanza

L’Aquila, la Fontana delle 99 Cannelle diventa un abito: l’omaggio dello stilista Antonio Patriarca

Il pezzo unico è stato donato al Comune durante la Perdonanza Celestiniana: a indossarlo la giovane Sofia Alfonsetti, protagonista del Corteo della Bolla

L’Aquila, la Fontana delle 99 Cannelle diventa un abito: l’omaggio dello stilista Antonio Patriarca
di Redazione L'Aquila
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L’AQUILA. Un abito dedicato a uno dei monumenti più suggestivi dell’Aquila, la Fontana delle 99 Cannelle.

È quello che ha realizzato lo stilista Antonio Patriarca, che dal 1991 progetta e realizza capi di abbigliamento femminile e accessori made in Italy.

L’abito dedicato alla Fontana delle 99 Cannelle

Ieri pomeriggio, 27 agosto, nella sala consiliare di Palazzo Margherita la consegna ufficiale alla Municipalità, nell’ambito della 732esima Perdonanza Celestiniana.

A indossarlo una modella d’eccezione: Sofia Alfonsetti, classe 2005, che tutti gli anni sfila al Corteo della Bolla con il Quarto di San Giovanni.

La collezione dedicata ai monumenti dell’Aquila

L’abito fa parte di una linea di pezzi unici, veri e propri quadri indossabili, tutti dedicati ai principali monumenti della città: il rosone della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, Piazza Duomo e, appunto, la Fontana delle 99 Cannelle.

Teramano di nascita ma milanese di adozione, Patriarca ha il suo atelier a Brera e non ha mai smesso di interpretare l’Abruzzo attraverso una inedita ricerca artistica.

Gli abiti di Antonio Patriarca ispirati all’Abruzzo

Tra i suoi abiti, ci sono anche quello con le caratteristiche Presentose ricamate sul seno, indossato da una ballerina durante la Notte dei Serpenti, e quello, esposto al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, che raffigura proprio l’ingresso monumentale del complesso dannunziano.

La donazione al Comune dell’Aquila

A ricevere l’abito che lo stilista ha donato al Comune è stato il vicesindaco Raffaele Daniele.

«Ringrazio Antonio Patriarca per la generosità e lo spirito con il quale, nonostante lontano dal suo Abruzzo oramai da anni, non recide il legame con la sua terra e lo fa attraverso le modalità e i linguaggi che gli sono più consoni, inventando, creando, dando nuova interpretazione artistica a quell’immenso patrimonio di cui siamo circondati e di cui noi, che ne godiamo quotidianamente, spesso non ci accorgiamo fino in fondo.

La realizzazione di questi pezzi unici, nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura e durante la Perdonanza che in questo 2026 così speciale assume ancora maggior importanza, contribuisce a veicolare quel messaggio di rinascita e speranza che, attraverso i fatti, ogni giorno ci impegniamo a trasmettere».