Inclusione
L'Aquila, Lilt e Special Olympics insieme per la prevenzione, l'inclusione e l'arte
di Redazione L'Aquila

Dal nostro inviato
ROMA. È padrone di casa in sede distaccata, verrebbe da dire, perché nella sala polifunzionale del Consiglio dei ministri è Pierluigi Biondi a illustrare il programma e i grandi numeri della «sua» Aquila capitale italiana della cultura 2026.
Oltre 300 eventi in 300 giorni, si diceva, per un capoluogo che vuole essere capitale diffusa della nazione. «Non una città, ma un territorio. Non una capitale, ma mille capitali: luoghi, istituzioni, paesi, e soprattutto mille capitali umani. La nostra forza è la coralità di una comunità ampia, policentrica e in evoluzione», ha dichiarato il sindaco. Il dossier vincitore per il nuovo anno, infatti, «è frutto di un lavoro condiviso anche con il Comune di Rieti e le aree colpite dai sismi 2009 e 2016; poi laboratori e istituiti di ricerca: un grande sforzo corale».
Gli investimenti in cultura evidenziano da soli quanto l’Aquila reputi importante e strategico questo comparto: «Circa 50 milioni di euro dal 2017, più i 16 milioni dal Ministero, segno di una volontà politica chiara – ha illustrato Biondi -: affiancare alla ricostruzione materiale una strategia culturale strutturale, capace di generare futuro».
Diffusione parola chiave, dunque, ed ecco che al tavolo è seduto anche il sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi, che ha spiegato il valore dell’alleanza interregionale: «Ci apprestiamo a vivere una fondamentale occasione di valorizzazione del territorio dell'Aquila, di Rieti e dell'intero Appennino centrale che, anche attraverso questo progetto, dimostrerà di meritare attenzione e centralità nel panorama nazionale grazie alle sue straordinarie ricchezze culturali che conservano e custodiscono ancora l'identità profonda italiana. Rieti sarà protagonista insieme all'Aquila, con entusiasmo e orgoglio».
Il coordinatore scientifico della candidatura Pier Luigi Sacco professore ordinario di Economia Biocomportamentale dell’Università di Chieti-Pescara, ha poi ricordato come la cultura sia un’infrastruttura primaria per le aree interne, capace di produrre impatti misurabili su benessere, salute, coesione sociale e attrattività territoriale. «Sentiamo sempre più spesso dire che la cultura crea benefici per la salute, come riconosciuto anche dall'OMS. Con L'Aquila 2026 faremo un passo in più: mostreremo come la costante esposizione della Capitale alla cultura durante l'anno produca effetti concreti, non solo sulla salute mentale, ma anche su quella fisica».
Alessandro Crociata, professore ordinario di economia applicata all'Università di Chieti-Pescara e direttore del dossier di candidatura, ha illustrato la logica di Capitale diffusa come «mosaico di capitali». «Con L’Aquila 2026 - ha spiegato - abbiamo applicato un modello di sviluppo culturale che valorizza il ruolo delle città medie come motori dell’economia territoriale. Il dossier nasce da questa visione di area vasta e da un dialogo concreto tra L’Aquila, il suo territorio e Rieti, che condivide le stesse sfide e opportunità. L’Aquila è sede del primo Osservatorio Culturale Urbano in Italia: uno strumento che misurerà l’impatto delle politiche culturali e offrirà dati utili per orientare lo sviluppo locale a livello nazionale e internazionale».