L'appuntamento
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di Andrea Rapino

AVEZZANO. Che il Fucino sia, dal punto di vista agricolo, un punto di riferimento europeo è ormai noto. L'Orto d’Italia che fornisce dal punto di vista ortofrutticolo la Nazione con spedizioni europee è stato al centro di una polemica con la Regione per le vicende dell’utilizzo dei terreni per le energie rinnovabili.
Fucino, agricoltura e terreni per le energie rinnovabili
Confagricoltura Abruzzo ora riferisce che il problema sia stato risolto e, a norma di legge, si è varata una netta distinzione tra i terreni destinati all’agricoltura specializzata e quelli che possono essere utilizzati per la produzione di energia.
Problema e necessità queste rilanciate dallo stesso Governo Meloni che in questi giorni sta cercando di eliminare le pastoie che limitano l’uso.
Confagricoltura: «Bene la distinzione tra campi e impianti»
Scrive il presidente di Confagricoltura Abruzzo Fabrizio Lobene: «Siamo felici che la Regione abbia infine imboccato la strada dell'ascolto e della ragione. Come Confagricoltura siamo da sempre favorevoli all'innovazione tecnologica e alle energie rinnovabili, purché realizzate con criterio e senza devastare i campi.
Proprio per questo, e per puro spirito di collaborazione verso le istituzioni e di tutela verso gli operatori che intendono investire seriamente sul nostro territorio, poniamo una domanda aperta e costruttiva: è stata prevista in Consiglio una norma transitoria con efficacia retroattiva.
Sarebbe un vero peccato se, nella fretta di sanare la legge, ci si fosse dimenticati di questo dettaglio, lasciando che le autorizzazioni della fase intermedia nascano già macchiate da vizi di legittimità. Un rapido chiarimento in aula eviterebbe brutte sorprese e futuri contenziosi a tutti, con la conseguenza di un notevole danno all’erario».
Energie rinnovabili, il nodo della norma transitoria
Confagricoltura Abruzzo ribadisce infine «la propria completa disponibilità a collaborare in sinergia con il Consiglio Regionale per perfezionare gli ultimi dettagli del testo durante il passaggio in aula».
Confagricoltura Abruzzo denunciava vizi di illegittimità costituzionale, che, con «spirito di collaborazione politica ha evitato l’impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale a fronte di un impegno ad addivenire alla tempestiva modifica della norma sottoscritto dal Presidente Marsilio».