La storia
Dal dramma alla speranza: all’Aquila un prelievo multiorgano accende nuove vite
di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. Si spacca il fronte istituzionale e giudiziario sul caso della “famiglia nel bosco” Trevallion-Birmingham. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento d’urgenza dei tre fratelli dalla comunità dove risiedevano a Vasto (Chieti), ordinando il loro trasferimento in una nuova struttura, ma senza la madre.
Il parere sulla madre
Il provvedimento, motivato dalla condotta “gravemente ostativa” della donna e dal boicottaggio del percorso di istruzione dei figli, ha innescato l’immediata reazione dei legali della coppia, che hanno annunciato ricorso in appello contro l’ordinanza.
L'intervento della Garante
Sulla vicenda è intervenuta la Garante dell’Infanzia della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, che ha espresso sorpresa per la decisione, sottolineando come i bambini avessero già iniziato ad ambientarsi e come nuovi shock emotivi rischino di compromettere la loro salute psicofisica, chiedendo una sospensione della decisione.
E quello durissimo di Giorgia Meloni
Ma a intervenire è soprattutto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «Le ultime notizie che riguardano la famiglia Trevallion, la “famiglia nel bosco”», dice, parlando di «una decisione che infligge ai bambini un ulteriore, pesantissimo trauma, dopo la separazione dal padre. Il mio pensiero va ai bambini e ai loro genitori colpiti da una assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico». Per la premier «non è compito della giustizia, e dello Stato in generale, sostituirsi ai genitori, decidere come vadano educati i figli, imporre uno stile di vita fondato su standard che sono chiaramente ideologici. Perché i figli non sono dello Stato: i figli sono delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti», attacca, ricordando che «il Governo era già intervenuto su questa materia, varando un disegno di legge apposito, che spero il Parlamento possa approvare nel minor tempo possibile, per restringere l’arbitrio e perseguire esclusivamente il superiore interesse dei minori».
Il parere dei giudici sul padre
A differenza della madre, la figura paterna viene descritta dal Tribunale come “adeguata e utile”. Nathan Trevallion ha collaborato per l’esecuzione delle vaccinazioni e ha mostrato comprensione per le emozioni dei figli. Per questo motivo, il Tribunale ha suggerito d’intensificare gli incontri tra i minori e il padre mentre per la madre saranno previsti solo contatti a distanza o incontri vigilati in uno spazio neutro. I giudici hanno quindi incaricato tutore e curatore speciale, Maria Luisa Palladino e Marika Bolognese, nominati dal tribunale per i tre bambini, d’intraprendere azioni legali, anche presso il Garante della Privacy, per tutelare il diritto alla riservatezza dei piccoli, autorizzando l’uso della forza pubblica per garantire che il trasferimento nella nuova comunità avvenga senza interferenze della stampa.
Nel frattempo, resta alta l’attenzione delle ambasciate inglese, australiana e albanese, coinvolte nella vicenda, per monitorare il rispetto dei diritti dei propri cittadini e dei minori, in un contesto di forte pressione mediatica, mentre il Tribunale ha già autorizzato l’intervento della forza pubblica per rendere effettivo il trasferimento dei piccoli che resteranno insieme.
Interviene la ministra Roccella
''Io non posso che associarmi a questa richiesta della Garante: la richiesta di sospendere questo provvedimento e di un approfondimento sugli effetti che potrebbe avere sui bambini. Mi sembra veramente un passaggio di buon senso educativo, di tutela minima nei confronti di questi bambini. Non credo che questo offenda la magistratura o il tribunale. Non mi sembra che quella di una sospensione, nell'ottica della tutela del migliore interesse del minore, sia una richiesta offensiva o strabiliante''. Così la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, in un'intervista a 'La Verità' interviene sul caso della famiglia del bosco dopo il provvedimento del Tribunale dei minori dell'Aquila che separa Catherine Trevallion dai suoi tre figli. ''In questo caso c'è stata una mossa radicale che, per altro, interviene su una situazione in cui già c'è stata una separazione e sicuramente ci sono stati traumi - sottolinea - Parliamo di un'ulteriore separazione dei bambini, anche dalla struttura in cui sono stati in questi mesi. Sembra davvero che in questo caso non si abbia come stella polare il migliore interesse dei minori. A mio parere, prima si dovrebbe accertare quali potrebbero effettivamente essere le ricadute di un atto su questa famiglia e poi, eventualmente, si dovrebbe decidere quale misura prendere. Non mi sembra un percorso accettabile quello di prendere prima i provvedimenti e poi, successivamente, verificare quali siano le ricadute'' afferma Roccella.