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La storia

Dal dramma alla speranza: all’Aquila un prelievo multiorgano accende nuove vite

Sabato 7 marzo un 45 enne è morto per emorragia celebrale e ora i suoi organi serviranno a salvare altri pazienti

L'ospedale dell'Aquila
L'ospedale dell'Aquila
di Redazione L'Aquila
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L’AQUILA. Da una persona, che purtroppo è morta, possono nascere nuove possibilità di vita per altri. All’ospedale di L’Aquila, nella mattina di domenica 8 marzo, è stato effettuato un prelievo multiorgano destinato a salvare o migliorare l’esistenza di diverse persone, grazie al gesto di straordinaria generosità della famiglia di un 45enne deceduto sabato 7 marzo dopo alcuni giorni di ricovero in rianimazione al “San Salvatore” per un’emorragia cerebrale.

Gli organi prelevati e le destinazioni

Dopo la dichiarazione di morte, avvenuta sabato 7 marzo, nella giornata di domenica 8 si è proceduto al prelievo degli organi. Sono stati prelevati i reni, assegnati all’Aquila, e il fegato, trasferito all’ospedale San Camillo di Roma.

Il coordinamento del Centro trapianti

Il Centro regionale trapianti di L’Aquila ha coordinato, come di consueto, tutte le operazioni insieme alle équipe arrivate da altre regioni per prendere in consegna gli organi.

Il lavoro delle équipe ospedaliere

Fondamentale, come sempre, il ruolo dei servizi dell’ospedale di L’Aquila che, in queste circostanze, lavorano in perfetta sinergia, con rapidità ed efficienza, per garantire il rispetto delle tempistiche di ogni fase, particolarmente delicata.

Il gesto della famiglia del donatore

La donazione è stata possibile grazie alla grande sensibilità della famiglia del donatore che, in un momento tragico, ha dato il consenso al prelievo, offrendo una prova di profondo altruismo e contribuendo a quella cultura della donazione che rappresenta una speranza concreta per chi è in attesa di un trapianto.