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Fa discutere

De Amicis sul caso Beatrice Venezi: "Messa da parte prima ancora di vedere davvero cosa avrebbe potuto fare"

Sui social ha scritto una riflessione sull'argomento: "Non è logico che chi realizza scelga chi deve progettare"

De Amicis
De Amicis
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. «La vicenda di Beatrice Venezi fa riflettere. È stata messa da parte prima ancora di vedere davvero cosa avrebbe potuto fare, quale contributo avrebbe potuto portare e che tipo di direzione avrebbe dato. Il giudizio è arrivato prima dei fatti». A parlare è il maestro Leonardo De Amicis sul caso Beatrice Venezi licenziata dalla Fondazione del Teatro La Fenice di Venezia.

L'allontanamento della direttrice d'orchestra dalla Fenice di Venezia sarebbe collegato a un'intervista rilasciata a un giornale argentino, con le dichiarazioni della Venezi che non erano state gradite dal Teatro veneziano.

De Amicis, direttore artistico della rassegna "I cantieri dell'immaginario" e della Perdonanza Celestiniana, nonché direttore musicale del Festival di Sanremo, dal 2020 al 2024, ha voluto dire la sua attraverso i social. «Il punto è semplice: il ruolo del direttore d’orchestra è diverso da quello dei musicisti. Non è una questione di essere migliori o peggiori, ma di avere responsabilità diverse. Il direttore ha una visione, dà un’interpretazione e guida l’insieme. I musicisti realizzano quella visione. Un esempio semplice: in un progetto l’architetto disegna, l’ingegnere sviluppa la struttura e chi costruisce segue quel progetto. Tutti sono fondamentali, ma non fanno lo stesso lavoro. E non è logico che chi realizza scelga chi deve progettare. In questo caso l’attacco è stato, a mio avviso, ideologico. E la scelta di licenziarla sembra essere arrivata più per pressione e malcontento da parte di una certa area che per una reale valutazione del suo lavoro. È vero, può avere un carattere forte, può aver detto cose provocatorie o divisive. Ma è davvero questo un motivo sufficiente per mettere da parte un direttore? Nel mondo dell’arte, del teatro, del cinema e della televisione esistono moltissimi esempi di personalità difficili, sopra le righe, a volte anche controverse, che continuano comunque a lavorare. Alla fine, ciò che conta è il risultato artistico. E in questo caso quel risultato non lo vedremo. Tutto qui».