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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. Una nuova vita per Bianca Mocioi pronta ad aiutare chi è in difficoltà in Madagascar, soprattutto i bambini. Nel mese di aprile, l'infermeria aquilana lavorerà in un dispensario creato dalla napoletana Manina Consiglio, nell'isola al largo della costa meridionale dell’Africa.
«Sono stata ispirata da Manina Consiglio che ho conosciuto in questi tre anni che ho girato per il Madagascar, insieme alle suore di Don Orione - dice Bianca Mocioi - ho lavorato nei loro dispensari. Nel mio peregrinaggio nell'isola africana ho avuto il piacere di conoscere Manina e a vedere quello che da sola ha costruito in questi 30 anni, come oltre 300 scuole e istituti di formazione per i ragazzi, tantissimi dispensari salvando dalla morte tante persone e soprattutto bambini. Purtroppo i 45% dei bambini soffrono di mal nutrizione cronica e hanno problemi per crescere. Hanno grandi problemi. L'istruzione e la salute è tutto a pagamento e quindi la gente va aiutata».
L'aquilana aggiunge: «Ascoltando questa signora e vedendo quello che ha costruito da sola per questa popolazione e per i bambini e specialmente le bambine tolte dal rischio di essere vendute e perciò salvate dalla morte sicura ho sentito in me la voglia di stare vicino a loro e dare il mio apporto. Manina ha dato un segno di speranza alla popolazione del Madagascar e ora sento che anche io devo fare qualcosa di utile».
Quale sarà il suo compito? «Quello di seguire le tracce di Manina e insieme a lei portare avanti progetti - risponde Bianca Mocioi - potenziare i dispensari nelle comunità delle suore di Don Orione e portare la formazione e l'istruzione che purtroppo manca. Solo con l'istruzione si può dare una dignità alla popolazione».
Servono medici, perché gli uniche sanitarie sono le suore di Don Orione. «La mia idea di potenziare almeno due dispensari - aggiunge Bianca Mocioi - insieme al corso di laurea di Medicina dell'Università dell'Aquila e agli Ordini dei medici e albo degli infermieri del capoluogo abruzzese, per creare un ponte tra L'Aquila e il Madagascar, per creare una continuità medico assistenziale. Insomma portare la scienza, con i nostri giovani medici portare a casa la pratica e soprattutto la gioia di aver lavorato insieme alle suore e salvato tante persone. Tra l'altro possono insegnare anche a diverse suore che si danno molto da fare anche se non hanno studiato nulla di medicina e a volte possono creare dei problemi. Il dottor Grimaldi si è appassionato a questo progetto, ma c'è molto da lavorare prima che si possa effettuare».
Conclude con un invito: «Vorrei coinvolgere più gente e che diventi una missione di tutti a portare aiuto in Madagascar, insieme all'amore. Invito tutti a partire con me, per conoscere la bellezza di quel paese e portare un aiuto. Manina ci ospiterà nel suo villaggio solidale. In questo viaggio avrete la possibilità parte attiva dei progetti di sostegno. Hanno bisogno di aiuto e di speranza. Insieme possiamo fare la differenza».