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Istruzione

Avezzano, scuola di San Pelino sbloccata: ok della Soprintendenza, ripartono i lavori di riqualificazione

Il sindaco Di Pangrazio assicura che sarà una delle più belle scuole del circondario

Il progetto
Il progetto
di Pino Veri
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AVEZZANO. È un avvenimento che... fa scuola, quello della scuola elementare di San Pelino di Avezzano la ristrutturazione della quale ha creato un problemone. Lavori fermi perché ci sono edifici in Italia che sono legati al vincolo delle soprintendenze che devono dare l’ok. E dunque tutto bloccato dal momento che quell’edificio era legato a certi principi che ne tutelavano la monumentalità. Come e perché lo ha spiegato nientemeno che un dirigente del Comune. Nel frattempo però l’autorizzazione è stata firmata dal nuovo soprintendente dottor Massimo Sericola e reca la notizia che tutti a San Pelino attendevano per far ripartire l’iter.

Mentre il sindaco Di Pangrazio assicura che sarà una delle più belle scuole del circondario si sblocca così una delle partite più delicate degli ultimi mesi, certamente la più complessa del piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica che vede il capoluogo marsicano ai vertici in Abruzzo, per scuole moderne e sicure. Dopo un percorso tecnico-amministrativo fatto di verifiche, pareri e interlocuzioni istituzionali, il Comune di Avezzano ottiene dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province dell’Aquila e Teramo l’autorizzazione per le opere di demolizione relative ai corpi più recenti della scuola elementare di San Pelino e le condizioni per intervenire sulla parte più vecchia.

È un passaggio decisivo. Non un via libera generico, ma un’autorizzazione incardinata sull’articolo 21 del Codice dei Beni culturali, con prescrizioni puntuali che tracciano un percorso chiaro: si può procedere, nel rispetto rigoroso delle verifiche tecniche necessarie a tutelare il valore storico-architettonico dell’edificio. In sintesi, il comune precederà immediatamente alla demolizione della parte non vincolata.

Contestualmente, su quella più antica, dovrà essere eseguita una documentazione fotografica ad alta risoluzione dello stato dei luoghi, comprensiva delle strutture di copertura, delle murature e delle parti in cemento armato. Saranno inoltre effettuate analisi e campionature dei materiali impiegati nelle murature e nelle strutture intelaiate, insieme a saggi stratigrafici sulle superfici interne oggetto di demolizione, a cura di restauratori abilitati. Tutta la documentazione confluirà in una relazione tecnica da trasmettere alla Soprintendenza per le successive valutazioni di competenza. Particolare attenzione è richiesta anche per la copertura della parte più antica: dovrà essere verificata la possibilità di conservare e consolidare la struttura lignea esistente, eventualmente integrandola con presidi strutturali idonei. Solo qualora questa soluzione non risultasse tecnicamente praticabile, si potrà procedere alla demolizione integrale del tetto, prevedendo uno smontaggio controllato del manto e la conservazione delle tegole in laterizio per un eventuale reimpiego nella futura ricostruzione.

Un percorso rigoroso, dunque, che coniuga tutela e necessità di intervento. La prossima settimana è già in programma, presso gli uffici tecnici del comune, una riunione operativa con la ditta incaricata per avviare la demolizione della parte non vincolata dell’edificio, così da imprimere una prima concreta svolta al cronoprogramma. Contestualmente partirà la campagna di rilievi, analisi e saggi prescritta sulla parte storica. L’obiettivo è acquisire in tempi rapidi tutti gli elementi tecnici richiesti e aprire una nuova fase di interlocuzione con la Soprintendenza per definire il quadro autorizzativo definitivo sulla porzione tutelata. Due binari che procedono in parallelo: da un lato l’avvio delle opere consentite, dall’altra il lavoro tecnico necessario per arrivare alla soluzione strutturale complessiva.

Il sindaco Giovanni Di Pangrazio commenta la novità dando una lettura dinamica e costruttiva alla vicenda: «Abbiamo realizzato decine di scuole, tutte belle, sicure, moderne. Anche a San Pelino l’obiettivo è questo: un edificio all’altezza delle aspettative delle famiglie e dei nostri ragazzi. Riparte l’iter che potrebbe concludersi nel prossimo autunno. Comprendo i cittadini di San Pelino ma la sicurezza dei bimbi deve essere priorità assoluta. Il progetto dell’architetto Gratteri (un nome e una garanzia) disegna una scuola bellissima con mensa, palestra, biblioteca, spazi moderni e rispettosi dell’identità iniziale».