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di Luca Di Renzo

AVEZZANO. Sul suo sito ufficiale l’Opera Don Orione ha annunciato oggi 18 la decisione di «internalizzare i servizi erogati presso la Casa di Riposo e l’RSA di Avezzano, ora affidati a terzi». Si concretizza dunque quanto già era stato ufficiosamente annunciato da qualche mese. «Si tratta di una scelta maturata per assicurare la sostenibilità e la qualità delle attività di cura e di assistenza, per il bene di tutti coloro che vivono e lavorano nella casa orionina marsicana».
Significa dunque che l'attività parrocchiale viene dismessa per la nota mancanza di vocazioni e «sono state avviate le interlocuzioni con le organizzazioni sindacali affinché dal mese luglio la Provincia Religiosa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, a cui la Casa di Riposo e l’RSA fanno capo, ritorni a gestire direttamente la struttura, garantendo la continuità occupazionale per tutti i lavoratori così come la prosecuzione del servizio assistenziale per le persone attualmente accolte.
La Congregazione orionina, - si legge nel documento in questione - come annunciato lo scorso dicembre, continuerà inoltre ad assicurare il servizio spirituale agli ospiti e ai lavoratori che lo richiederanno, grazie ai confratelli che si alternano tra Avezzano e Roma». Nella giornata odierna, la decisione è stata comunicata ai lavoratori e alle famiglie coinvolte. In tutti i modi la Diocesi ha cercato di intervenire, ci risulta, cercando di non chiudere l'attività diciamo religiosa. Ma anche qui c’è stata una certa resistenza e la circostanza ha gettato nello sconforto la Comunità religiosa avezzanese nel, ricordo di tutta l’attività svolta da Don Orione (del quale ricorre la celebrazione a maggio) durante il terremoto del ’15 quando ristrette tanti bambini abbandonati. Una notizia straziante, dunque, come commenta don Angelo Piacente il sacerdote avezzanese che da tempo sta seguendo la vicenda d'accordo col Vescovo e con l’”Opera”.