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Il restauro

Avezzano, lavori nella galleria del Salviano: sei mesi di chiusura e non più 300 giorni

Confronto del Comune con i vertici dell'Anas

Manifestazione ecologista sul Salviano
Manifestazione ecologista sul Salviano
di Pino Veri
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AVEZZANO La galleria del Salviano, quella che unisce il capoluogo marsicano alla Ciociaria tramite la Valle Roveto deve essere restaurata e ci vuole un anno per farlo.

Un disastro, la soluzione del quale il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio ha rinviato a dopo le elezioni, ovviamente, dal momento che lo stop potrebbe deviare il traffico delle centinaia di mezzi pesanti sulla strada del Salviano che è riserva naturale.

E allora? Si corre a rimedi: «l’ipotesi di un cantiere lungo quasi un anno per la galleria del Salviano viene accantonata e lascia spazio ad uno scenario decisivamente diverso: 150 giorni di lavori invece dei 300 inizialmente previsti» recita un documento del Comune.

L'incontro con Anas

È questo l’esito del confronto che si è svolto recentemente a Palazzo di Città tra il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio e i vertici di Anas. Un incontro - tenuto alla presenza del consigliere regionale e comunale Massimo Verrecchia - definito interlocutorio e preliminare ma che ha già prodotto un primo effetto concreto: l’impegno da parte di Anas a rivedere radicalmente il cronoprogramma dell’intervento.

La questione era diventata particolarmente delicata nelle ultime settimane. «Il progetto di adeguamento energetico e messa in sicurezza della galleria, lungo 1.070 metri e percorso quotidianamente da circa 15 mila veicoli, ha acceso le preoccupazioni di amministratori, cittadini e imprese per le inevitabili conseguenze sulla mobilità tra Avezzano e la Valle Roveto».

Uno scenario che aveva provocato la reazione dei sindaci del territorio e numerose richieste di approfondimento sulle possibili soluzioni per limitare i disagi.

Nel corso della riunione, Anas ha detto che l’opera prevede: installazione di nuovi impianti di illuminazione a led, sistemi di ventilazione, videosorveglianza, rilevazione fumi, dispositivi antincendio con vasca di accumulo esterna, oltre a moderne tecnologie di supervisione e controllo finalizzate ad aumentare i livelli di sicurezza della circolazione.

Da parte del Comune, ferma restando la necessità di ulteriori approfondimenti, è stata ribadita l’esigenza di contemperare il valore della sicurezza con la mobilità di un territorio che non può permettersi un anno di impatto sulla viabilità e sull’economia locale.

Le ipotesi per ridurre le tempistiche

L’apertura rappresenta dunque un primo passo significativo. Le modalità operative che consentiranno di raggiungere il dimezzamento dei tempi saranno definite nei prossimi giorni.

Tra le ipotesi al vaglio figurano: «una diversa organizzazione dei turni di lavoro, lavorazioni anche nelle ore notturne e una concentrazione delle attività nei periodi meno impattanti per la mobilità, a partire dalla stagione estiva. La prossima settimana è già previsto un nuovo incontro tra Anas, amministratori e tecnici comunali. Sarà quella la sede nella quale verranno esaminati nel dettaglio i correttivi alla viabilità, in termini di percorribilità del traffico pesante, leggero, mezzi di soccorso, viabilità alternative e fasce orarie, sistemi di monitoraggio e ulteriori misure necessarie per alleggerire il peso del cantiere».

Dice Di Pangrazio: «Anas ha ribadito la necessità di un intervento che punta a rendere più sicura la galleria. Ho rimarcato le preoccupazioni dei cittadini e delle aziende. Adesso continueremo il confronto affinché vengano individuate tutte le soluzioni utili a limitare l’impatto dei lavori sulla vita quotidiana delle persone e sulle attività economiche del territorio».

Come? Per ora resta un mistero.