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Tesori

Vasto, straordinaria scoperta archeologica a Punta Penna: riaffiora una necropoli frentana con oltre 100 sepolture

Durante i sondaggi per un parco fotovoltaico riemergono tombe del IV-V secolo a.C., monili e armi. I reperti sono già in sicurezza a Chieti. Lo storico Luigi Murolo: «Tra i ritrovamenti più importanti degli ultimi anni»

Palazzo Zambra a Chieti : sede della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara (Foto tratta dal sito del Ministero della Cultura)
Palazzo Zambra a Chieti : sede della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara (Foto tratta dal sito del Ministero della Cultura)
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Una straordinaria necropoli preromana contenente non meno di 100 sepolture risalenti al quarto e quinto secolo avanti Cristo è venuta alla luce a ridosso della zona industriale di Punta Penna a Vasto, nel Chietino. Il ritrovamento archeologico è stato effettuato dai tecnici della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Chieti-Pescara, che hanno operato nel riserbo più assoluto. Lo scavo è stato avviato a seguito dei sondaggi archeologici preliminari obbligatori condotti in un'area destinata alla posa di un campo fotovoltaico da parte di una società umbra.

I dettagli dello scavo: tesori frentani sottratti ai tombaroli

Fino ad ora sono già una quarantina i tumuli scavati e documentati dagli esperti. Sotto la terra, tra piante di papaveri e ginestre, sono state rinvenute ossa umane di adulti e giovanissimi frentani, l'antico popolo italico che precedette la romanizzazione del territorio. Insieme ai resti antropologici, il sottosuolo ha restituito un ricchissimo corredo funebre: vasellame, monili in pasta vitrea, punte di lancio, giavellotti, un cinturone in bronzo e raffinati fermacapelli. Di straordinario interesse anche le strutture a tavelloni in terracotta piacevolmente conservate che custodivano i defunti.

L'intera operazione è stata gestita con la massima cautela per evitare l'azione di curiosi e tombaroli. Tutti i preziosi reperti storici sono stati già trasferiti e messi in sicurezza nei laboratori della Soprintendenza a Chieti, dove saranno sottoposti a interventi di restauro, catalogazione e approfonditi studi scientifici.

Il commento dello storico Luigi Murolo e l'ipotesi di una domus signorile

Entusiasta il commento del noto storico vastese Luigi Murolo, rimasto piacevolmente sorpreso dall'eccezionalità delle strutture protette dai tavelloni in terracotta. Secondo le prime stime scientifiche, si tratta di uno dei ritrovamenti più importanti degli ultimi anni nell'intero territorio abruzzese. Ma le sorprese potrebbero non finire qui: la scoperta è avvenuta all'interno del perimetro di una preesistenza muraria. Gli archeologi non escludono che possa trattarsi dei resti di una casa signorile o di una grande tenuta rurale d'epoca successiva; spetterà agli esperti datarla e classificarla non appena i rilievi topografici saranno terminati.