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Il caso

Omicidio Casoli, verdetto d’appello: confermata la condanna a 25 Anni per Michael Whitbread

La Corte d’Assise d’Appello rigetta la richiesta di arresti domiciliari per il 77enne inglese: nessun sconto di pena per il femminicidio di Michele Faiers

Omicidio Casoli, verdetto d’appello: confermata la condanna a 25 Anni per Michael Whitbread
di Redazione Chieti
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CHIETI. La Corte d’Assise d’Appello di L’Aquila ha confermato ieri, 22 maggio, la condanna a 25 anni di reclusione per Michael Whitbread, il 77enne cittadino britannico accusato del cruento omicidio della compagna convivente Michele Faiers. Il tragico reato si è consumato nell’ottobre del 2023 all'interno del casolare della coppia situato a Casoli, in Contrada Verratti, località in cui i due si erano trasferiti dall'Inghilterra. La massima istanza giudiziaria di secondo grado ha confermato integralmente la sentenza di primo grado, respingendo l'ipotesi di una riduzione della pena a causa della ferocia dell’atto, della gelosia ossessiva e delle continue aggressioni verbali e fisiche perpetrate dall'uomo.

Nessuno Sconto di Pena e Rigetto dei Domiciliari

I giudici di secondo grado hanno fermamente respinto la richiesta avanzata dai legali della difesa, che mirava a ottenere la concessione degli arresti domiciliari in favore dell'imputato fino all'eventuale pronuncia della Cassazione. La detenzione provvisoria nella masseria di Contrada Verratti è stata giudicata del tutto inadeguata dal procuratore generale Alessandro Mancini, il quale ha evidenziato la persistenza di un concreto pericolo di fuga e la natura efferata del delitto. L'imputato, rimasto in aula per tutta la durata dell'udienza guidata dal giudice Alfonso Grimaldi, ha letto una memoria scritta contenente espressioni di pentimento e parole d'amore rivolte alla memoria di Michele Faiers, dichiarazioni che tuttavia non hanno scalfito il quadro accusatorio.

Un inferno domestico alimentato dalla gelosia

Le ricostruzioni processuali hanno confermato lo scenario di un vero e proprio inferno domestico vissuto dalla vittima prima della sua scomparsa. Secondo i rilievi della Procura, Michael Whitbread agiva sotto l'impulso di una eccessiva gelosia legata a un presunto tradimento, dinamica sempre fermamente smentita dal contesto dei fatti. L'uomo infliggeva continue aggressioni verbali, umiliazioni e violenze fisiche alla compagna, isolandola e screditandola anche di fronte alla folta comunità inglese residente nell'area del chietino. L'atto conclusivo si è concretizzato in un numero sproporzionato ed eccessivo di coltellate, a testimonianza della brutalità incontrollata dell'azione.

La Strategia difensiva verso la Cassazione

Il giudice di secondo grado non ha ritenuto applicabile l'ipotesi della continuazione o del cumulo delle attenuanti su cui poggiava l'arringa difensiva. L'avvocato penalista Massimiliano Sichetti, difensore del cittadino britannico, ha commentato la complessità giuridica del caso: «Si tratta di una materia estremamente complessa dove il limite interpretativo è sottilissimo. Valuteremo la formulazione del ricorso in sede di Legittimità dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione non appena saranno depositate le motivazioni ufficiali della sentenza». La battaglia legale, pertanto, si sposta verso il terzo grado di giudizio.