Abruzzo Daily

Logo
Logo
Il caso

Tollo, chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco Angelo Radica: nel mirino l'uso dell'auto comunale

L’accusa della Procura di Chieti è di peculato continuato: nel mirino l’uso dell’auto comunale per fini legati a incarichi esterni. L’opposizione preme per le dimissioni

Angelo Radica
Angelo Radica
di Luca Di Renzo
1 MINUTO DI LETTURA

CHIETI. ​La Procura di Chieti ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Angelo Radica, sindaco di Tollo. L’ipotesi di reato contestata è quella di peculato continuato, legata a un presunto utilizzo improprio dei beni dell’ente locale.

L'accusa

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il primo cittadino avrebbe impiegato la Fiat panda comunale, con i relativi costi di carburante a carico dell'amministrazione, per prendere parte a numerosi eventi su scala nazionale.

​Tali trasferte, effettuate tra il 2021 e il 2023, non sarebbero state motivate da esigenze istituzionali del Comune, bensì dalle attività connesse al suo ruolo di presidente dell’associazione nazionale Città del Vino. L'indagine ha preso il via in seguito a un esposto presentato nel settembre del 2024 dai consiglieri del gruppo di minoranza “Tollo Rinasce”. I firmatari della segnalazione — Ettore Leve, Bruno Pagnanelli e Filomena Mariani — avevano sollevato dubbi su una spesa rilevante per il carburante e su alcune anomalie nella gestione delle carte carburante utilizzate per la tracciabilità dei rifornimenti.

Le reazioni

​Mentre la posizione giudiziaria di Angelo Radica resta al vaglio della magistratura e le accuse sono ancora tutte da dimostrare in sede processuale, il clima politico a Tollo si scalda sensibilmente. I consiglieri di opposizione, alla luce della richiesta di processo, hanno chiesto ufficialmente le dimissioni del sindaco, ritenendo la situazione incompatibile con il proseguimento del mandato amministrativo.