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Violenza giovanile

Lanciano, aggressione al parco: 15enne assalito dal branco finisce all'ospedale

Tempestivo l'intervento di un 30enne. Intanto cresce l’allarme per bullismo e disagio degli adolescenti dopo l'episodio di Villa delle Rose

Il parco Villa delle Rose
Il parco Villa delle Rose
di Redazione Chieti
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LANCIANO. I cittadini di ​Lanciano sono scossi per il grave episodio di violenza minorile consumatosi all’interno del parco Villa delle Rose. Un giovane di quindici anni è stato preso di mira da un gruppo composto da circa otto coetanei.

Secondo le prime ricostruzioni, la vittima sarebbe stata isolata dal proprio gruppo di amici e successivamente accerchiata dal branco, che ha dato il via a un pestaggio brutale a suon di calci e pugni. Il bilancio medico per l'adolescente parla di un forte trauma cranico, un occhio tumefatto e diverse contusioni su tutto il corpo. 

Il branco e l'intervento

​Durante l'aggressione, due adulti hanno tentato coraggiosamente di intervenire per sedare la violenza, ma sono stati a loro volta spintonati e colpiti dagli aggressori. Secondo le prime ricostruzioni, il tempestivo intervento di un uomo di 30 anni è stato provvidenziale: il suo arrivo ha disperso il gruppo di aggressori, evitando conseguenze potenzialmente fatali.

Nonostante la chiamata al 112, il numero di emergenza unico europeo, i carabinieri sono giunti sul posto quando il ragazzino era già stato trasportato in ospedale.

La prognosi

​Il giovane è stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso dell’ospedale cittadino. I medici hanno riscontrato diversi traumi, anche alla testa, oltre a un profondo stato di shock, ed è rimasto sotto osservazione prima di essere dimesso con una prognosi di dieci giorni. Gli inquirenti e le forze dell'ordine sono ora al lavoro per identificare i responsabili attraverso le testimonianze e le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

La preoccupazione

L’amministrazione comunale di Lanciano ha espresso immediata vicinanza alla famiglia, mentre le indagini si concentrano sulle immagini della videosorveglianza, che nel parco risulta attiva e funzionante.

L'episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di aggregazione in Abruzzo e sulla crescente piaga del bullismo nel territorio frentano. Testimoni e residenti ricordano con nostalgia una piazza Plebiscito o una zona San Francesco dove il gioco era sano e privo di quella rabbia che oggi sembra abitare i luoghi storici della città.