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Rottura totale tra il Chieti FC 1922 e Pino Russo: addio definitivo e accuse incrociate sul mancato versamento

La società neroverde chiude ogni porta dopo mesi di promesse disattese, finanziamenti mai arrivati e il blocco dell'ultimo bonifico

Pino Russo
Pino Russo
di Luca Di Renzo
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CHIETI. La società sportiva Chieti FC 1922 ha deciso di interrompere ogni rapporto con il trader italoargentino Pino Russo, a seguito delle recenti dichiarazioni rilasciate ad un emittente locale dallo stesso. La rottura formale si è consumata a causa del mancato versamento dei 200mila euro promessi, da parte dell'imprenditore teatino residente in Argentina, al fine di portare il club fuori dal baratro. L'imprenditore avrebbe giustificato lo stop parlando di rischi legali legati all'assenza del passaggio formale delle quote societarie.

Nel corso dell'intervista televisiva, Pino Russo ha sostenuto di aver bloccato il versamento dei fondi poiché, in assenza del passaggio formale delle quote, avrebbe corso il concreto rischio di perdere la somma.

“Legalmente non c’è stato ancora il passaggio dall’attuale società al sottoscritto”, ha dichiarato, ribadendo l'intenzione di voler impedire il fallimento del Chieti e affidando al proprio consulente Enzo Amadio l'incarico di trovare una via d'uscita condivisa.

Una ricostruzione che il Chieti FC 1922 ha rispedito al mittente con sdegno, prendendo nettamente e definitivamente le distanze dal trader.

Secondo il club neroverde, a partire dal mese di dicembre, si sarebbero susseguite innumerevoli promesse di finanziamento — mirate prima a sostenere la squadra nella corsa alla salvezza e successivamente a evitare il tracollo finanziario — senza che a tali impegni verbali sia mai seguito un effettivo esborso economico.

“La realtà dei fatti smentisce categoricamente ogni parola spesa in questi mesi”, tuona la società, evidenziando come Pino Russo avrebbe “sistematicamente accampato scuse ed espedienti per ritardare ed evitare qualsiasi reale esborso economico” davanti a impegni formali e scadenze inderogabili.

I precedenti

La complessa vicenda era iniziata alla fine di dicembre, quando Pino Russo aveva annunciato pubblicamente la disponibilità ad accollarsi debiti fino a 270mila euro, indicando la metà di gennaio come termine per la chiusura dell'accordo. Tuttavia, la prima trattativa si era arenata a causa delle criticità emerse nell'analisi della situazione debitoria del club teatino.

Il nome del trader era tornato in primo piano al termine di una stagione sportiva drammatica, culminata con la retrocessione in seguito alla penalizzazione di undici punti inflitta dalla Corte federale d’appello.

Nel mese di giugno, il ritorno a Chieti aveva riacceso le speranze, subito frenate da nuovi ostacoli documentali e societari.

Il punto di non ritorno è arrivato con la querelle legata al presunto bonifico. Stando alla versione del Chieti FC 1922, il trader avrebbe rassicurato sia la dirigenza sia Enzo Amadio fino a domenica sera circa l'avvenuto invio dei fondi. Soltanto il giorno successivo, “a distanza di ben otto giorni dalle garanzie fornite”, sarebbe giunta la comunicazione del blocco del denaro.

La decisione definitiva

Per la società neroverde, questo comportamento rappresenta un “ribaltamento di posizione incoerente e privo di fondamento rispetto alle premesse concordate”.

Da qui l'epilogo inevitabile e la presa di posizione ufficiale: “Il Chieti FC 1922 comunica di non voler più avere alcun tipo di rapporto o contatto con il signor Pino Russo”, ponendo fine a un capitolo travagliato della storia recente del club.