Violenza
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di Luca Di Renzo

CHIETI. Cinque poliziotti della Questura di Chieti indagati per vari reati tra cui spaccio, truffa, falso e peculato a Chieti, nelle ultime ore, dopo una perquisizione mirata, nell'ambito di un'indagine coordinata dal pubblico ministero Giancarlo Ciani all'indomani dell'arresto di uno spacciatore.
Il fulcro
Le recenti perquisizioni, seppur definite infruttuose dall'avvocato Vittorio Supino, rappresentano un passaggio cruciale per la Procura di Chieti. Gli inquirenti puntano a delineare meglio la posizione di un agente, considerato il dominus dell'organizzazione, capace di coinvolgere i quattro colleghi indagati in una serie di attività illecite. Il lavoro del pubblico ministero Giancarlo Ciani mira a confermare il ruolo centrale di questo poliziotto nei fatti contestati.
Dalla truffa allo spaccio
Sono ben undici le ipotesi di reato che gravano sul poliziotto principale. Tra le accuse più gravi spicca un episodio di spaccio avvenuto proprio all'interno della Questura. A questo si aggiungono la truffa ai danni dello Stato, il falso ideologico, il peculato e l'omissione di atti d'ufficio. Anche gli altri quattro agenti coinvolti devono rispondere, a vario titolo, di comportamenti illeciti che vanno dalle perquisizioni abusive all'uso privato dei mezzi di servizio, fino alla truffa per gli straordinari mai effettuati e l'installazione illegale di un GPS su un veicolo.
L'origine dell'inchiesta
Tutto è iniziato lo scorso aprile, a seguito dell'arresto di uno spacciatore. Gli accertamenti sui contatti intercorsi tra quest'ultimo e l'agente principale hanno innescato una reazione a catena, portando alla luce un sistema di presunte illegalità che ora la giustizia dovrà chiarire fino in fondo.