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Violenza

Chieti, rissa tra giovani nel centro: urla, spintoni e un ragazzo brandisce un palo in piazza

La situazione è degenerata sotto gli occhi attoniti dei presenti, con urla e ragazze che si sono allontanate spaventate

Chieti, rissa tra giovani nel centro: urla, spintoni e un ragazzo brandisce un palo in piazza
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Nuova violenza giovanile nel cuore del centro storico a Chieti: protagonisti gruppi di ragazzi, che si sono resi protagonisti di una rissa sfociata in urla, spintoni e nell'uso di oggetti contundenti, nella notte tra sabato 22 e domenica 23 agosto intorno alle ore 00.30, in piazza G.B. Vico, a seguito di una serata organizzata dal vicino bar, in un contesto di crescente di tensione che riaccende l'allarme sulla sicurezza cittadina e sul disagio giovanile.

Momenti di panico

La piazza si è trasformata in un vero e ring in pochi secondi. A un certo punto si è visto un giovane brandire un palo, forse una lampada usata per la festa o sottratta direttamente dal bar, e andare incontro a chi si stava menando. La situazione è degenerata sotto gli occhi attoniti dei presenti, con urla e ragazze che si sono allontanate spaventate. Un soccorritore in divisa che era in servizio in piazza e gli addetti alla sicurezza del bar sono intervenuti prontamente per cercare di riportare la calma e separare i contendenti.

Un ragazzo è stato successivamente portato sotto i portici con una ferita alla testa, prima dell'arrivo delle forze dell'ordine.

Il nodo della sicurezza

L'episodio giunge a poche settimane di distanza da un altro gravissimo fatto che aveva visto un minorenne ricoverato in ospedale con una frattura del setto nasale. Un susseguirsi di fatti sconcertanti in luoghi pubblici affollati che richiede risposte immediate. Lungo corso Marrucino e in piazza Vico non mancano dispositivi di ripresa: le immagini delle telecamere saranno fondamentali per identificare i responsabili.

Inoltre, entro settembre è prevista l’installazione di 14 nuove telecamere di videosorveglianza in tutta la città. Tuttavia, gli esperti e i cittadini concordano sul fatto che la tecnologia sia utile ma non sufficiente, se alla base non viene fatto un capillare lavoro di educazione e prevenzione della violenza giovanile che coinvolga attivamente tutte le istituzioni e le famiglie.