L'incidente
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di Luca Di Renzo

CHIETI. A L'Aquila, al Reparto Cyber Security dei Carabinieri, è iniziata oggi, 21 agosto, l'operazione di estrazione della copia forense dello smartphone appartenente al diciottenne indagato per la morte di Diomede Barchiesi, avvenuta in seguito a un'aggressione sul lungomare di Fossacesia.
Analisi forense
Le attività tecniche sul dispositivo mobile del giovane sono determinanti per chiarire i fatti. La famiglia Barchiesi ha nominato come consulente di parte Davide Ciccarelli, il cui compito sarà quello di analizzare messaggi, fotografie ed eventuali video girati la notte dell'aggressione. Questi elementi digitali potrebbero offrire una ricostruzione dettagliata delle circostanze in cui Diomede Barchiesi è stato colpito, portando a una valutazione più precisa delle dinamiche accadute.
Le riflessioni
La tragedia ha scosso il territorio. Anche don Angelo Giordano, vicario generale della diocesi di Lanciano-Ortona, è intervenuto riflettendo sulla natura della violenza giovanile, interpretandola spesso come un errato tentativo di affermazione e riconoscimento sociale. Il religioso, che ha officiato i funerali di Diomede Barchiesi ed è stato insegnante dell'indagato, ha lanciato un appello affinché nessuno rimanga intrappolato nel buio di tali atti.
Ipotesi di reato
Gli inquirenti stanno concentrando l'attenzione anche sul profilo del diciottenne, verificando l'eventuale pratica di arti marziali. Tale dettaglio risulta fondamentale per valutare la consapevolezza e la forza del colpo inflitto. Attualmente, l'ipotesi di reato contestata è quella di omicidio preterintenzionale, punibile con una pena da 10 a 18 anni. Tuttavia, gli accertamenti in corso, inclusa l'analisi del contesto e delle intenzioni, mirano a definire con esattezza il quadro delle responsabilità, ipotizzando anche l'eventualità di un dolo eventuale.