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La delibera

Parco della costa, Fossacesia chiede meno vincoli per litorale e zone agricole ma più tutela per l’abbazia

La giunta del sindaco Di Giuseppantonio ha approvato le osservazioni da inviare al ministero sulla perimetrazione della nuova area protetta: «Maggiore coinvolgimento dei Comuni nella fase successiva»

Abbazia di San Giovanni in Venere
Abbazia di San Giovanni in Venere
di Andrea Rapino
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FOSSACESIA. Vincoli meno stringenti sulla spiaggia e sulle attività agricole, ma tutela maggiore per la zona dell’abbazia di San Giovanni in Venere.

La giunta comunale di Fossacesia ha approvato la delibera con la quale vengono formalizzate osservazioni e proposte per l’istituzione del Parco nazionale della Costa dei trabocchi. Una delibera preceduta da un incontro con il capogruppo dell’opposizione, Giuseppe Ursini, per condividere il documento senza passare per il consiglio comunale, visti i tempi ristretti.

A Fossacesia la perimetrazione coinvolge circa 540 ettari, pari a circa il 18% dell’intero territorio comunale, una delle percentuali più contenute tra i 19 Comuni interessati. Di questi, circa 103 ettari ricadono in Zona 1, caratterizzata dal livello di tutela più elevato, mentre le restanti aree sono distribuite tra Zona 2 e Zona 3.

«Il Parco può e deve rappresentare uno strumento di tutela e valorizzazione», ha sottolineato il sindaco Enrico Di Giuseppantonio, «ma deve essere costruito tenendo conto dell’effettivo grado di antropizzazione, delle attività esistenti e degli strumenti di pianificazione già approvati».

Il Comune vuole quindi evitare che le norme di salvaguardia producano effetti indistinti su territori caratterizzati da condizioni, livelli di antropizzazione e funzioni molto diversi.

L’obiettivo è evitare che il regime transitorio del Parco possa bloccare o compromettere processi di trasformazione e sviluppo già programmati. È stato perciò chiesto che l’intera spiaggia di Fossacesia sia nella Zona 3 anziché in Zona 2, classificazione più coerente con l’attuale grado di antropizzazione dell’area e con gli strumenti di pianificazione esistenti e con l’avvio delle procedure del bando per 14 concessioni demaniali marittime pluriennali.

Nella zona 3 il Comune vuole anche i terreni interessati dalle attività agricole, salvaguardando la possibilità di proseguire le ordinarie attività già presenti. Per la Zona 2 viene inoltre chiesto di consentire comunque il transito dei mezzi necessari alle attività, la manutenzione della viabilità interpoderale e l’apertura di nuovi tracciati stradali nelle aree agricole quando necessari.

Particolare attenzione è stata dedicata al patrimonio edilizio rurale, proponendo di consentire gli interventi di demolizione e ricostruzione, evitando di impedire la riqualificazione di fabbricati degradati o privi di particolare valore storico-testimoniale.

Non tutte le proposte avanzate vanno però nella direzione di una riduzione dei vincoli. Infatti si propone di riclassificare da Zona 3 a Zona 2 l’area del complesso monumentale di San Giovanni in Venere, aumentando quindi il livello di tutela.

«Riteniamo fondamentale», conclude Di Giuseppantonio, «che nella fase successiva i 19 Comuni interessati siano pienamente coinvolti nella definizione della perimetrazione e della zonizzazione. Per Fossacesia sarà necessario valutare attentamente l’attuale proposta alla luce dell’assetto urbanistico e socio-economico, del grado di antropizzazione del territorio e della presenza di aree già sottoposte a specifici regimi di tutela».