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di Redazione Chieti

CHIETI. Il processo per la violenta rapina ai danni di una gioielleria di Ortona si è concluso con una pesante condanna del Tribunale di Chieti. Il giudice per l'udienza preliminare Enrico Colagreco ha inflitto 6 anni e 4 mesi di reclusione e 2.000 euro di multa a un 35enne originario di San Severo, individuato come uno dei componenti del gruppo di fuoco che assaltò l'attività.
Il sequestro dei titolari e il bottino
L'episodio criminoso si era distinto per la particolare aggressività dei malviventi. Entrati nel locale a volto coperto, i rapinatori avevano immobilizzato i titolari con fascette in plastica, segregandoli all'interno del negozio. Sotto la minaccia delle armi, il commando era riuscito a razziare le casseforti, fuggendo con un ingente quantitativo di orologi e gioielli preziosi.
L'errore fatale e il DNA
A permettere ai carabinieri della Compagnia di Ortona di risalire al 35enne di San Severo è stato un errore commesso nelle fasi concitate dell'allontanamento. Il rapinatore aveva infatti perso un cappellino lungo la via di fuga. Gli esperti del Ris sono riusciti a isolare tracce biologiche dal reperto, il cui profilo genetico è risultato perfettamente coincidente con quello dell'imputato, già schedato nelle banche dati delle forze dell'ordine.
La sentenza
Nonostante la difesa avesse tentato di ridimensionare il ruolo dell'uomo, il magistrato ha accolto l'impianto accusatorio della Procura di Chieti. La pena di 6 anni e 4 mesi, decisa con il rito abbreviato, tiene conto della gravità dei reati di rapina aggravata e sequestro di persona. La decisione rappresenta un importante successo investigativo nel contrasto alle bande specializzate provenienti dal foggiano.