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Il caso

Lorena Paolini: il giallo della morte di Ortona arriva in aula

Il giudice per le indagini preliminari di Chieti si riserva sulla richiesta di archiviazione per Andrea Cieri. La famiglia contesta la tesi del suicidio: consulenti di parte al lavoro

Lorena Paolini: il giallo della morte di Ortona arriva in aula
di Luca Di Renzo
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CHIETI. La famiglia di Lorena Paolini, assieme a un team di esperti, al Tribunale di Chieti, giovedì 9 luglio, per opporsi alla richiesta di archiviazione dell'indagine sulla morte della 53enne, avvenuta il 18 agosto 2024 a Ortona.

Il procedimento giudiziario relativo alla morte di Lorena Paolini, deceduta nell'agosto del 2024, giunge a una fase cruciale. Il Procuratore Giuseppe Falasca ha formalmente richiesto l'archiviazione per Andrea Cieri, marito della vittima e unico indagato per omicidio volontario aggravato.

La difesa della famiglia d'origine di Lorena Paolini – rappresentata dalla sorella Silvana e dallo zio Leone Di Carlo – ha presentato una ferma opposizione, avvalendosi di un team di professionisti per fare luce su dinamiche ritenute poco chiare. Il giudice per le indagini preliminari Maurizio Sacco si è riservato la decisione in merito alla richiesta di archiviazione, dopo aver concesso un rinvio tecnico necessario per l'ascolto delle intercettazioni ambientali.

La famiglia di Lorena Paolini ha deciso di non lasciare nulla al caso, schierando un gruppo di consulenti tecnici di fama nazionale. Il pool include i medici legali Ildo Polidoro, Gianluca Marella e Benedetta De Luca, l'informatico forense Luca Russo, il criminalista Nicola Capriotti e la genetista Marina Baldi. L'obiettivo del team è confutare la tesi del gesto volontario, sostenuta invece dalla difesa di Andrea Cieri. I fatti risalgono al 18 agosto 2024, quando l'intervento del 118 e dei Carabinieri rilevò un solco sul collo della vittima, elemento che inizialmente fece ipotizzare uno strangolamento. Tuttavia, nel corso delle indagini, la tesi si è spostata verso l'ipotesi del suicidio, supportata dalla perizia del medico legale Christian D'Ovidio. Il marito Andrea Cieri, inizialmente indagato assieme al fratello Giuseppe per false comunicazioni, continua a dichiararsi estraneo ai fatti, sostenendo fermamente la tesi del gesto estremo compiuto dalla moglie nella villetta di famiglia.