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La tragedia

Casalbordino, esplosione alla ex Esplodenti Sabino: morto un 58enne - Chi è la vittima

A perdere la vita Carlo Piscopo. C'è anche un ferito gravissimo. In questa fabbrica sono 7 le vittime negli ultimi 6 anni

Foto Ansa.it
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di Paolo Renzetti
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CHIETI. Violenta e tragica esplosione a Casalbordino in una fabbrica di materiali esplosivi, la ex Esplodenti Sabino: c'è un morto e un ferito in condizioni serie ma non gravi, trasferito all'ospedale di Chieti. La vittima è Carlo Piscopo, 58 anni, della provincia di Campobasso e residente a Casalbordino. Piscopo svolgeva le funzioni di capo reparto.

I soccorsi

È successo intorno alle 8 di giovedì 9 luglio. La deflagrazione è stata violenta e si è sentita a chilometri di distanza. Sul posto ci sono i vigili del fuoco, i sanitari del 118 con ambulanze ed elicottero, oltre ai volontari della Protezione civile.

La fabbrica e i precedenti

La fabbrica in questione, che opera nello smontaggio e disattivazione di munizioni militari, non è nuova a tragedie del genere. Indagano i carabinieri. Lo stabilimento Esplodenti Sabino è di proprietà della multinazionale Arca Defense Italy. Nel settembre 2023 un'altra esplosione causò la morte di tre operai, mentre altri tre lavoratori persero la vita in un incidente avvenuto nel dicembre 2020. Con la vittima di oggi, il bilancio sale a sette morti negli ultimi sei anni. Negli ultimi mesi Arca Defense Italy aveva avviato l'iter autorizzativo per nuove attività produttive nel sito, attualmente all'esame degli organismi regionali.

Parla Francesca Menna

Il presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, ha espresso profondo sgomento e vicinanza alle famiglie coinvolte. In segno di rispetto per il dolore della comunità, è stata annullata la cerimonia di inaugurazione del primo tratto della Strada Provinciale 236, inizialmente prevista per oggi. L’opera è stata comunque aperta al traffico, ma il clima istituzionale è segnato esclusivamente dal lutto.

Il presidente Francesco Menna ha sottolineato l'estrema gravità della situazione, ricordando che questo è il terzo incidente mortale registrato nello stesso stabilimento nell'arco di soli sei anni. Una frequenza che impone, secondo l’amministratore, una riflessione urgente e non più rimandabile sulla prevenzione e sulla gestione dei rischi industriali.

La sicurezza come priorità inderogabile Il messaggio di Menna è chiaro: il lavoro non può trasformarsi in un luogo di morte. Le istituzioni, le imprese, le organizzazioni sindacali e gli organismi di controllo sono chiamati a un’azione sinergica. La tutela della vita umana deve prevalere su ogni esigenza produttiva o interesse economico. Le autorità competenti sono già al lavoro per chiarire le cause dell’esplosione, con la speranza che venga fatta piena luce sulla dinamica dell'accaduto.