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di Redazione Chieti

CHIETI. La Giunta comunale di Chieti, il 9 luglio, ha approvato lo schema del Rendiconto 2025, al palazzo municipale, registrando un disavanzo contabile di 23,3 milioni di euro, a causa di una norma sopravvenuta che impone il maxi-accantonamento del Fondo anticipazioni di liquidità, nonostante le partite correnti risultino in attivo.
Il nodo del Fondo anticipazioni di liquidità
Il disavanzo è interamente attribuibile all’obbligatorio accantonamento del cosiddetto Fondo anticipazioni di liquidità. Si tratta di un debito accumulato dal Comune di Chieti tra il 2013 e il 2020. Una norma sopravvenuta nel 2025, il Decreto legge n. 25, ha imposto ai Comuni in dissesto l’obbligo di accantonamento dell’intera somma e non più della quota annuale. Senza questo obbligo, il bilancio avrebbe presentato un avanzo di 1,6 milioni di euro.
L'interlocuzione con il Ministero
Per affrontare l'onere annuale di circa 6 milioni di euro complessivi (tra FAL e mutui), l'Amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Legnini ha attivato un'interlocuzione con il ministero dell’Interno, il ministero dell'economia e finanze e l'Associazione nazionale comuni italiani. Il prossimo 15 luglio si terrà un tavolo tecnico cruciale per discutere soluzioni straordinarie.
Le parole del Sindaco Legnini
Il sindaco Giovanni Legnini ha definito il percorso di risanamento finanziario ancora lungo e doloroso. Il primo cittadino ha sottolineato la necessità di una modifica del quadro normativo nazionale per gestire la gravità del dissesto di Chieti, chiedendo unità a tutte le forze politiche.
La posizione dell'assessore Pantalone
L'assessore al Bilancio Manuel Pantalone ha precisato che il risultato di amministrazione, al netto degli accantonamenti obbligatori, conferma il mantenimento degli equilibri di gestione. Non vi è stato ricorso ad anticipazioni di tesoreria, a riprova del rigore applicato dalla nuova Amministrazione.