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La tragedia

Lanciano, l'addio straziante a papà Diomede. Le toccanti parole della figlia

L'appello del sacerdote per trasformare l'odio in amore

La vittima
La vittima
di Luca Di Renzo
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LANCIANO. Commovente omelia nella cattedrale Madonna del Ponte di Lanciano, oggi 20 agosto, per l'ultimo saluto a Diomede Barchiesi, il cinquantenne ucciso da un pugno ricevuto durante una lite tra due gruppi di ragazzi tra cui c'era il figlio. Il sacerdote: “Raccogliamo i cocci e ricostruiamo insieme, non lasciamo che il dolore generi altro dolore”.

L’omelia

Don Alessio Primante, responsabile della cappellania scolastica e docente, ha utilizzato una metafora toccante per descrivere la tragedia: una torre di Lego che crolla improvvisamente. Davanti ai pezzi sparsi, ha spiegato il sacerdote, la comunità è chiamata a una scelta decisiva: abbandonare i frammenti o raccoglierli per ricominciare. “Come un fratello, vorrei raccogliere i cocci", ha affermato, riferendosi alla vita spezzata di Diomede Barchiesi e al dolore che avvolge i suoi cari.

L'omelia ha toccato corde profonde citando il profeta Ezechiele. Il contrasto tra il “cuore di pietra” – sinonimo di chiusura, frustrazione e violenza – e il “cuore di carne”, capace di accogliere e restare presente, è stato il fulcro del messaggio. Diomede Barchiesi è stato ricordato come una persona “presente”, sempre pronta a intervenire per chi ne aveva necessità, incarnando l’idea di un cuore buono e generoso.

L'invito alla comunità

Il momento più intenso del rito funebre è stato l'appello rivolto ai fedeli: “Facciamo entrare l'odio alla nostra tavola e trasformiamolo insieme in amore”. Don Alessio ha esortato i presenti a non permettere che il dolore generi ulteriore sofferenza, incoraggiando tutti a ripartire. “Rimettiti in sella e pedala”, ha detto, sottolineando come il cuore di Diomede Barchiesi, seppur spento fisicamente, continui a battere nel ricordo e nella responsabilità civile di una città chiamata a dimostrare di essere “più di questo”.

Il messaggio della figlia

“Caro Papi, all'inizio di quest'anno ho pensato che avrei fatto tante cose, ma questa sicuramente non era in programma”. Così ha esordito la figlia nel suo toccante messaggio rivolto al padre. La giovane ha ripercorso il dolore di una perdita improvvisa e violenta, ricordando i traguardi che avrebbe voluto festeggiare al fianco di suo padre, come la maturità, il diciottesimo compleanno e il conseguimento della patente.

“Siamo sempre stati tu e io - ha aggiunto la giovane -. Ogni persona che conoscevo non faceva altro che dirmi: 'Sai, sei uguale a tuo papà'. E, ripensandoci, penso che non esista complimento migliore".

"Non avrei potuto chiedere un papà migliore. Mi hai sempre accontentata, hai sempre provato a strapparmi un sorriso. Litigavamo spesso, è vero, ma d'altronde, come dicevano tutti, avevamo lo stesso carattere. Quindi era inevitabile". Ha concluso il suo addio con un ultimo, struggente messaggio: "Mi mancherai tanto, Papi. E anche se non te l'ho mai detto abbastanza, ti voglio bene".