Il caso
Morte Andrea Prospero: il medico legale conferma che il diciannovenne si sarebbe potuto salvare
di Redazione Chieti

CHIETI. L'avvocata Alessandra De Febis, Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Abruzzo, è intervenuta duramente giovedì 30 aprile 2026 sulla vicenda della famiglia neorurale di Palmoli, denunciando un pericoloso clima d’odio verso le istituzioni e una sistematica violazione della privacy ai danni dei tre minori Trevallion, sottolineando come la sovraesposizione mediatica stia ostacolando il possibile recupero della responsabilità genitoriale.
Il rischio della polarizzazione sociale
Secondo la Garante, l'attuale narrazione della vicenda starebbe alimentando una contraffazione della realtà che danneggia in primis il nucleo familiare. "Il clima di odio che si è creato certamente non aiuta la coppia a contestualizzare correttamente quanto sta accadendo", ha dichiarato De Febis, ribadendo che i genitori dovrebbero essere sostenuti in un percorso di recupero piuttosto che essere aizzati contro le autorità competenti.
Analizzando la recente bozza di consulenza tecnica, l'avvocata ha osservato come la perizia non precluda il ripristino del ruolo genitoriale, a patto che si operi in un contesto di collaborazione e non di scontro frontale.
La violazione della Carta di Treviso
Uno dei punti centrali dell'intervento riguarda la tutela dell'identità dei piccoli. La Garante ha richiamato con forza l'attenzione sulla Carta di Treviso, il protocollo che impone ai giornalisti la massima cautela e il rispetto dell'anonimato dei minori.
L'attuale facilità di identificabilità dei bambini espone gli stessi a un rischio concreto: quello di essere giudicati in futuro per il loro passato e non per il loro percorso personale. La riservatezza deve sempre prevalere sul diritto di cronaca quando sono coinvolti soggetti vulnerabili.
Un monito per l'informazione e le istituzioni
Alessandra De Febis ha citato come esempio virtuoso la gestione della grazia alla signora Minetti, dove il riserbo sulla salute del figlio è stato mantenuto rigorosamente. Per la "famiglia nel bosco", invece, questo principio sembra essere venuto meno.