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di Redazione Chieti

CHIETI. È approdata ieri mattina 30 aprile alle ore 8:00 nel porto di Ortona la nave Life Support di Emergency, con a bordo 68 profughi salvati in due distinte operazioni nel Mediterraneo centrale. I naufraghi, tra cui si contano 61 uomini, 7 donne e 18 minori, provengono prevalentemente da Costa d’Avorio, Eritrea, Somalia, Bangladesh e Sud Sudan. L'evento segna ufficialmente il 20º sbarco di migranti nello scalo abruzzese, confermando il ruolo strategico del porto nelle politiche di accoglienza nazionale coordinate dal Viminale.
La macchina dell'accoglienza, coordinata dalla Prefettura di Chieti, si è attivata immediatamente sulla banchina con il supporto delle forze dell’ordine, della Croce Rossa, della Protezione Civile e del personale sanitario della Asl. Tra le situazioni di maggiore fragilità segnalate dall'equipaggio della ONG, è presente una donna al nono mese di gravidanza, subito affidata alle cure mediche specialistiche. Dopo il primo screening sanitario e le procedure di identificazione, i profughi sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza in contrada Tamarete, in attesa del successivo smistamento secondo il piano di riparto ministeriale.
L'operazione di salvataggio era iniziata nei giorni scorsi in acque internazionali all'interno della zona SAR libica, dove la Life Support aveva individuato e soccorso due diverse imbarcazioni in difficoltà. Nonostante le polemiche sollevate da Emergency in merito alla distanza del Place of Safety assegnato, che ha costretto i naufraghi a quattro giorni ulteriori di navigazione, le operazioni di sbarco si sono svolte senza criticità, confermando il sistema abruzzese come un modello logistico ormai consolidato per la gestione dei flussi migratori.