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di Luca Di Renzo

CHIETI. È stata depositata oggi, lunedì 8 giugno, al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, la perizia finale sul caso della famiglia del bosco. La relazione conclusiva, redatta dalla consulente tecnica d'ufficio Simona Ceccoli insieme alla collega Valentina Garrapetta, punta a difendere l’operato scientifico e la validità dei test psicologici eseguiti sui genitori Nathan Trevallion Catherine Birmingham. Il documento risponde in modo analitico alle contestazioni sollevate dai periti di parte al fine di fornire ai magistrati gli elementi definitivi per decidere sul ricongiungimento dei tre figli minori, attualmente ospitati in una casa-famiglia.
La replica della CTU
Il nuovo documento, composto da circa 50 pagine, si aggiunge alla corposa documentazione precedente, che comprendeva già una prima stesura di 196 pagine e le controdeduzioni di parte di circa 300 pagine. In questa relazione finale, la psichiatra Simona Ceccoli ha replicato punto su punto alle criticità metodologiche e cliniche sollevate da Tonino Cantelmi e Martina Aiello, esperti incaricati dalla difesa dei genitori. La specialista ha blindato la solidità dei test somministrati, escludendo anomalie o vizi di forma nella valutazione della capacità genitoriale della coppia.
Gli scenari
Un passaggio cruciale della perizia riguarda la destinazione dei tre figli. La psichiatra ha voluto chiarire in modo inequivocabile la finalità della consulenza, specificando che la relazione non intende “in alcun modo sostenere l'opportunità di una permanenza dei minori in istituto, né esprimere una valutazione contraria al loro rientro nel contesto familiare”. Al contrario, nel testo si legge testualmente l’auspicio che “possano realizzarsi quanto prima le condizioni necessarie per il rientro a casa compatibile con il loro benessere”.
I nodi sulla casa e i prossimi passaggi
Oltre agli aspetti psicologici, la vicenda resta legata alle condizioni logistiche del nucleo familiare. Attualmente, i figli si trovano ancora in una casa-famiglia, mentre i genitori risiedono temporaneamente nella “casa nel bosco”. La coppia è in attesa di trasferirsi definitivamente in un'abitazione messa a disposizione dal Comune, un passaggio necessario per consentire l’avvio dei lavori di ristrutturazione del vecchio rudere, considerato del tutto fatiscente dai magistrati.
I giudici del Tribunale per i minorenni dell'Aquila avranno ora a disposizione un mese di tempo per esaminare le carte e pronunciare il decreto.