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L'editoriale

Chieti, Giovanni Legnini sindaco: cronaca di una vittoria annunciata

Il nuovo Sindaco di Chieti stravince il ballottaggio con Cristiano Sicari e si pone come il “ricostruttore” del capoluogo teatino. Saranno cinque anni di duro lavoro per chi è abituato a ricostruire sotto tutti i punti di vista

Giovanni Legnini (foto da Facebook)
Giovanni Legnini (foto da Facebook)
di Alfredo Giovannozzi
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CHIETI. La vittoria schiacciante di Giovanni Legnininel ballottaggio con Cristiano Sicari, era nell’aria dal momento in cui è stata ufficializzata la sua candidatura. Il nome scelto dalla coalizione del centrosinistra (o campo largo che dir si voglia) era di quelli importanti.

La storia di Giovanni Legnini parla già per lui, il suo curriculum vitae è il suo biglietto da visita: Consigliere comunale e Presidente del Consiglio Comunale di Chieti, Consigliere Regionale in Abruzzo, Deputato e Senatore della Repubblica, Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Commissario straordinario per la ricostruzione dopo il terremoto del centro Italia e infine Commissario Straordinario per il dissesto idrogeologico a Ischia. Adesso Sindaco di Chieti e questa elezione, per Giovanni Legnini, non significa un ritorno al passato, non è una "diminutio” rispetto a quanto fatto in precedenza. Si tratta, al contrario, di una ennesima sfida che l’avvocato nato a Roccamontepiano 67 anni fa si pone davanti. Amministrare il Comune di Chieti, con una difficoltà economica da far tremare i polsi, è una di quelle imprese che potremmo definire alla Legnini. Va ricordato che il Comune è stato a meno di un passo dal dissesto economico e i cinque anni di amministrazione Ferrara non sono stati altro che una sorta di amministrazione controllata, senza la possibilità di voli pindarici.

Adesso è il momento di chi è abituato a ricostruire  e chi meglio di Legnini, esperto in ricostruzioni impossibili, da mettere in campo per questa nuova impresa? L’avvocato di Chieti Scalo lo ha ribadito più volte: «Mi candido e voglio vincere per questa città, per farla tornare agli antichi splendori. È l’unico obiettivo che mi pongo». I prossimi cinque anni ci diranno se così sarà stato o se così sarà, fatto sta che se c’è da ricostruire qualcosa chi meglio di Giovanni Legnini? Ha condotto una compagna elettorale, insieme al suo avversario Sicari, di grande signorilità; inquinata il più delle volte da polemiche di natura esogena piuttosto che endogena. Il confronto è stato corretto ma evidentemente i cittadini hanno scelto in larga maggioranza in questo ballottaggio. La “reunion” del centrodestra che era andato al primo turno con due candidati: Sicari e Colantonio non ha convinto i teatini. Troppe differenze, troppe polemiche vanno avanti da parecchio tempo. Una spaccatura che mirava al ballottaggio a “spaccare” nel risultato ma che non ha ottenuto quanto sperato. Il centrosinistra si è raccolto intorno all’unico nome spendibile e che poteva fare da collante alle varie anime: PD, Sinistra Italiana, AVS, Movimento 5 Stelle e le varie civiche di appoggio.

Al primo turno il centrodestra ne è uscito indenne ma al ballottaggio ha pagato il conto salato di una sconfitta annunciata. Da domani Giovanni Legnini avrà davanti l’ennesima sfida della sua storia politica. I conti da risanare, il teatro Marrucino da sistemare, una città di rilanciare e mettiamoci anche dentro una squadra di calcio, il Calcio Chieti appunto, che al momento non ha un futuro certo. Insomma un lavoro tutto da fare con cinque anni a disposizione. Ha visto di peggio ma le sfide sono tutte difficili.