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L'intervento

Disperso nel crollo del Trigno: riprese le ricerche di Domenico Recanati con metal detector subacquei ad alta precisione

La vicenda è intanto approdata in Senato con interrogazione parlamentare

Domenico Recanati
Domenico Recanati
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Sono riprese oggi, lunedì 18 maggio, le operazioni di ricerca di Domenico Racanati, il pescatore 53enne di Chieuti (in provincia di Foggia) di cui si sono perse le tracce dallo scorso 2 aprile.

Infatti l'uomo risulta disperso da quarantasei giorni in seguito al drammatico crollo del ponte sul fiume Trigno, un cedimento strutturale verificatosi alla foce del fiume, al confine tra Molise e Abruzzo, causato dalla violenta ondata di maltempo che allora flagellò l'intera area centro meridionale.

Tecnologie speciali

Gli operatori subacquei della Guardia Costiera, coordinati attivamente dalla Capitaneria di porto di Termoli, sono tornati a setacciare l'area fociva. L'obiettivo principale di questa nuova fase di interventi è l'individuazione della vettura dell'uomo, mai ritrovata dal giorno del collasso del viadotto e presumibilmente sommersa dai detriti e dal fango fluviale.

Per fare questo, i nuclei subacquei si stanno avvalendo di metal detector subacquei ad alta precisione e altre sofisticate strumentazioni tecnologiche specialistiche. Gli inquirenti sperano che il ritrovamento dell'automobile possa fornire elementi decisivi per ricostruire l'esatta dinamica del tragico incidente.

L'inchiesta

Sul fronte giudiziario, la Procura della Repubblica di Larino coordina un fascicolo d'inchiesta d'ufficio. I reati ipotizzati dai magistrati inquirenti sono quelli di crollo colposo e omicidio colposo. L'area del ponte sul Trigno rimane tuttora sotto sequestro giudiziario per consentire lo svolgimento delle perizie tecniche volte ad accertare eventuali responsabilità strutturali o carenze manutentive.

Nei giorni scorsi, l'ufficio inquirente guidato dal procuratore capo aveva confermato la prosecuzione a oltranza delle attività investigative, ammettendo che il temporaneo rallentamento delle ricerche sul campo era dovuto alla necessità di reperire apparati tecnologici di non facile reperimento, indispensabili per operare in condizioni di scarsa visibilità sui fondali fluviali.

Il dolore della famiglia e l'interrogazione parlamentare in Senato

Nel frattempo, la famiglia di Domenico Racanati non si arrende e continua a chiedere che venga fatta piena luce sulla vicenda, pretendendo la verità sia sul destino del proprio caro sia sulle cause strutturali che hanno determinato il cedimento del viadotto.

Il dramma ha assunto anche una rilevanza politica nazionale. La vicenda è infatti approdata ufficialmente in Senato attraverso una specifica interrogazione parlamentare presentata dai gruppi di opposizione.

Il documento ispettivo è indirizzato direttamente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e al Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci. L'atto parlamentare punta a sollecitare un intervento straordinario del governo per garantire lo stanziamento continuo di mezzi, fondi e personale specializzato fino al definitivo ritrovamento del pescatore scomparso.