Abruzzo Daily

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La tragedia

Esplosione in una fabbrica di fuochi d'artificio: due morti - Quel filo rosso con l'Abruzzo

Sulla vicenda sta indagando la procura di Rieti competente per il territorio ma richiama l’Abruzzo per tante drammatiche coincidenze

Esplosione in una fabbrica di fuochi d'artificio: due morti - Quel filo rosso con l'Abruzzo
di Pino Veri
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AVEZZANO. Ci sono una serie di drammatiche coincidenze che interessano l’Abruzzo nell'esplosione della ditta di fuochi d'artificio della ditta Mattei di Borgorose in provincia di Rieti. La prima riguarda l’incredibile vicinanza della struttura alla Marsica, posta lì a due passi da Avezzano tanto che il bivio dell’autostrada A24 parla chiarimenti di Torano per chi si dirige verso Roma. I cartelli , lì, parlano chiaro. Torano e Roma il bivio è a due passi da Magliano e c’è chi da Magliano in quei luoghi ci si reca tutti i giorni.

E c’è chi giura ad Avezzano di aver udito quel botto mentre si recava a Roma. Sono quasi le dieci del mattino «non mi ricordo esattamente - giura un automobilista avezzanese -ma, insomma eravamo vicini alle dieci, non ho potuto guardare l'orologio perché guidavo...». Nell’azienda pirotecnica di Borgorose a una trentina di chilometri di Avezzano hanno perso la vita madre e figlio, Simone Colle e Teresa Tozzi.

Sulla vicenda sta indagando la procura di Rieti competente per il territorio ma, insomma, questa storia richiama l’Abruzzo per tante drammatiche coincidenze: la prima la eccezionale vicinanza con Avezzano. E infatti nel 2023 nello stesso luogo un'altra tremenda esplosione stroncò la vita di Franco Anna e Claudio Colle tutti di Avezzano.

Ma, insomma, come non pensare ad altre due tremende esplosioni verificatesi in Abruzzo. Quella di Tagliacozzo, ancor più vicino a Borgorose, è la più recente: alla Pirotecnica Paolelli dove persero la vita Valerio Paolelli, Antonio Morsani e Antonello d’Ambrosio. Ma torniamo a Rieti: il, magistrato inquirente parla di omicidio colposo ma ora cominciano le indagini. E ancora l’Abruzzo ricorda le esplosioni di Casalbordino, stesso tipo di azienda quando chi camminava casualmente sulla via Verde in quel centro, quell’anno si vide davanti esplodere mezzo paese con una nube tossica che si alzava al cielo. Chissà se sia opportuno prima di parlare di Parco della costa chietina non  ci si affretti a far sì che episodi del genere non capitino più offrendo una  viabilità sull’Adriatica che oggi non c’è o è raffazzonata, evitando così anche i continui incendi in  zona.