Le indagini
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di Luca Di Renzo

CHIETI. Ad Orsogna, in provincia di Chieti, la situazione dell'assistenza sanitaria di base ha raggiunto livelli critici. Il sindaco Andrea Marinucci, supportato dalla crescente preoccupazione della cittadinanza, si è rivolto al Prefetto di Chieti per denunciare l'assenza di copertura medica dopo il pensionamento di due storici medici di famiglia.
In questi giorni, a fronte di una carenza che lascia metà della comunità senza un professionista di riferimento, è emersa l'urgenza di un intervento istituzionale. Il primo cittadino ha sollecitato la ASL 2 Abruzzo a predisporre un bando immediato per coprire una seconda carenza, dopo l'arrivo di un medico sostituto che, seppur volenteroso, ha già raggiunto il massimale di oltre mille mutuati, per lo più anziani. La misura è necessaria per garantire il diritto alla salute e scongiurare il collasso del sistema locale, in un contesto regionale in cui la carenza di medici si fa ogni giorno più pressante.
La situazione ad Orsogna è emblematica delle difficoltà che molti piccoli centri abruzzesi stanno vivendo. L'amministrazione comunale, per favorire l'insediamento di nuovi medici, ha messo a disposizione studi già arredati e coperto le spese delle utenze. Nonostante l'arrivo di un medico incaricato, il carico di pazienti resta insostenibile per un solo professionista. L'allarme GIMBE: il futuro della medicina di base in Abruzzo
Il problema non è circoscritto al territorio teatino. Secondo i dati forniti dalla Fondazione GIMBE, entro il 2028 la regione Abruzzo dovrà affrontare il pensionamento di ben 237 medici di base. Si tratta di una prospettiva allarmante che rischia di lasciare sguarnite numerose zone interne, accentuando il divario di accesso alle cure per i cittadini.
Di fronte a questa crisi, i sindacati di categoria avanzano proposte concrete per tamponare l'emergenza. Una delle soluzioni più dibattute riguarda il richiamo in servizio dei medici già in pensione o di coloro che, pur avendo lasciato l'attività da pochi anni, potrebbero ancora fornire un contributo prezioso per gestire le necessità immediate. "Si potrebbe, per chi è disponibile, tentare di recuperare medici che hanno lasciato la medicina generale da qualche anno", è l'auspicio che si leva dal mondo sindacale in attesa che il gap generazionale venga colmato.