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Pescara, un altro baby del vivaio in rampa di lancio: primo contratto per La Barba

Blindato il difensore classe 2007: andrà in ritiro con la prima squadra. Saluta invece il club dopo quasi 18 anni lo storico dirigente Bankowski

Jacopo La Barba (foto Pescara Calcio)
Jacopo La Barba (foto Pescara Calcio)
di Giuliano De Matteis
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PESCARA. Un altro baby del vivaio in rampa di lancio, che sogna di ripercorrere nel "suo" Pescara le orme di Antonio Arena (ceduto lo scorso anno alla Roma) e di Matteo Dagasso (ora a Venezia dove potrebbe presto raggiungerlo Lorenzo Berardi).

Si tratta di Jacopo La Barba, difensore classe 2007 che ha firmato il suo primo contratto di apprendistato professionalizzante con il club biancazzurro.

Pescara, primo contratto per La Barba

«Un motivo di orgoglio per la società e per il calciatore - si legge nella nota ufficiale del Delfino - che ha mosso i suoi primi calci nell’attività di base del Pescara Calcio, passando per le giovanili fino ai campionati Nazionali. E oggi La Barba realizza anche il suo sogno di bambino perché Jacopo, a partire dal primo luglio, sarà aggregato alla prima squadra».

Starà ora lui convincere il nuovo tecnico Antonio Buscè (nei prossimi giorni verrà ufficializzato) a concedergli spazio in Serie C.

Bankiowski lascia la società dopo 18 anni

Chi lascia la società dopo quasi 18 anni è invece il dirigente Gabriele Bankowski. «Socio fondatore del Delfino che insieme ad altri imprenditori nel 2009 ha costruito la rinascita del club biancazzurro - ricorda il Pescara in una nota - il già vice presidente ha deciso, per motivi personali, di lasciare i ruoli dirigenziali che lo hanno visto protagonista in queste stagioni. Il presidente Sebastiani, che da sempre considera Bankowski un fratello maggiore e con il quale ha condiviso tanti momenti indimenticabili e altri meno felici, vuole ringraziarlo personalmente per quello che ha fatto fino a oggi con la certezza che come ribadito dallo stesso Bankowski non farà mancare il suo prezioso apporto anche da semplice tifoso e amico dei colori biancazzurri. Grazie Gabriele e ad maiora!».