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Economia

Bonus mamme e (nuovo) congedo parentale: cosa cambia nel 2026. Aumenti e regole

Le novità per i lavoratori contenute nella manovra che ha incassato il sì definitivo dalla Camera nelle scorse settimane

Previste misure che riguardano anche il congedo parentale (foto di repertorio)
Previste misure che riguardano anche il congedo parentale (foto di repertorio)
di Redazione cronaca
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La manovra che ha incassato il sì della Camera lo scorso 30 dicembre, contiene misure come la conferma del bonus mamme, sia altre come quella che riguarda il congedo parentale. Vediamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Bonus mamme

Tra le misure destinate a sostenere le lavoratrici rientra anche l’aumento del cosiddetto “bonus mamme”, che passerà da 40 a 60 euro mensili, per un totale di 630 milioni di euro stanziati per il 2026. Il contributo, pari a 60 euro al mese, sarà destinato alle madri lavoratrici dipendenti o autonome, con esclusione delle lavoratrici domestiche, che abbiano almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40mila euro l’anno.

Il beneficio potrà raggiungere un massimo di 720 euro all’anno. Per le madri con due figli, il bonus sarà riconosciuto fino al mese in cui il secondo figlio compie dieci anni. Per chi ha tre o più figli, il diritto si estende fino al compimento dei diciotto anni del figlio più giovane. L’erogazione non sarà mensile, ma avverrà in un’unica soluzione (con la busta paga di dicembre 2026).

Congedo parentale

Viene ampliata anche la possibilità di usufruire dei congedi parentali per i lavoratori dipendenti. Sarà infatti possibile richiederli anche quando il figlio ha superato i 12 anni, fino ai 14. Rimane invariato il limite complessivo di 10 mesi, che può passare a 11 se il padre utilizza almeno 3 mesi. Durante il congedo è prevista un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, mentre per i primi tre mesi fruiti entro i sei anni del figlio l’indennità sale all’80%.

Un’ulteriore modifica riguarda i congedi per malattia dei figli di età superiore ai tre anni, che possono essere utilizzati alternativamente da uno dei due genitori nello stesso giorno. Il numero massimo di giorni fruibili da ciascun genitore passa da cinque a dieci all’anno, e la possibilità di usufruirne viene estesa ai figli tra gli 8 e i 14 anni.