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Sanità

West Nile, in Abruzzo due casi in due giorni: il primo a Teramo, il secondo nel Chietino

Le autorità sanitarie invitano quindi la popolazione a mantenere alta l’attenzione senza cedere all’allarmismo: i consigli

West Nile, in Abruzzo due casi in due giorni: il primo a Teramo, il secondo nel Chietino
di Tito Di Persio
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ABRUZZO. Due casi umani di infezione da virus West Nile in appena 24 ore. Il primo è stato accertato martedì 18 agosto, in provincia di Teramo, dove un uomo di 85 anni è stato ricoverato all’ospedale Mazzini. Ieri, mercoledì 19 agosto, arriva la conferma del secondo caso regionale, il primo registrato in provincia di Chieti: si tratta di una donna di 75 anni, ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Chieti.

Due casi distinti, emersi a distanza di un solo giorno, che riportano l’attenzione sulla circolazione del virus West Nile in Abruzzo, dopo che già alla fine di luglio era stata individuata la presenza del virus nelle zanzare.

Nel caso teramano, l’85enne si era presentato al Pronto Soccorso lamentando febbre e dolori osteoarticolari. Gli esami avevano confermato l’infezione e l’uomo era stato ricoverato nel reparto di Malattie Infettive del Mazzini. Le sue condizioni sono state definite buone e la sintomatologia è in fase di risoluzione.

Ieri la conferma del secondo caso arriva invece dal Chietino. La paziente, una donna di 75 anni, era giunta al Pronto Soccorso dell’ospedale di Chieti in condizioni critiche, con importanti disturbi neurologici accompagnati da febbre. Un quadro clinico ulteriormente aggravato da alcune patologie preesistenti. Il sospetto di un’infezione da West Nile è stato successivamente confermato dagli esami eseguiti presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo.

La donna è attualmente ricoverata nel reparto di Malattie Infettive. Le sue condizioni sono stabili ed è sottoposta alle terapie necessarie, compreso il trattamento antibiotico e antivirale. Al momento non necessita di supporto ventilatorio.

La Asl Lanciano Vasto Chieti ha immediatamente attivato le procedure previste, inviando le comunicazioni alla Regione Abruzzo e all’Ordine dei Medici. A tutti gli ospedali della provincia è stato inoltre chiesto di mantenere elevata l’attenzione nei confronti dei pazienti che arrivano nei Pronto Soccorso, attivando gli accertamenti diagnostici previsti dal Piano Nazionale Arbovirosi.

È stata avviata anche l’indagine epidemiologica per ricostruire l’origine dell’infezione. Gli operatori stanno verificando il domicilio della donna, i contatti stretti, la data di comparsa dei sintomi e i luoghi frequentati nei 21 giorni precedenti, compresi eventuali viaggi. L’obiettivo è stabilire se si tratti di un caso contratto sul territorio, quindi autoctono, oppure di un’infezione importata.

L’accertamento è stato comunicato anche al Comune di residenza della paziente, con l’invito a valutare, sulla base delle indicazioni delle autorità sanitarie, eventuali interventi straordinari per il controllo delle zanzare.

«L’Azienda si è attivata per mettere in atto tutte le procedure del caso», ha dichiarato il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Mauro Palmieri, invitando al tempo stesso a evitare allarmismi e sottolineando l’importanza della collaborazione dei cittadini.

«È importante che anche i cittadini siano coinvolti nelle semplici pratiche di protezione, evitando ristagni nei sottovasi e nei giardini per impedire la riproduzione di zanzare», ha spiegato Palmieri.

Il virus West Nile, infatti, viene trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette. Il ciclo naturale coinvolge soprattutto gli uccelli selvatici: una zanzara può infettarsi pungendo un uccello portatore del virus e successivamente trasmetterlo attraverso la puntura a un altro animale o all’uomo.

L’uomo è considerato un ospite accidentale e terminale e il virus non si trasmette normalmente da persona a persona attraverso il semplice contatto diretto.

La doppia conferma, prima a Teramo e poi nel Chietino, rende ancora più importante l’attività di sorveglianza epidemiologica ed entomologica già attiva sul territorio regionale.

Le autorità sanitarie invitano quindi la popolazione a mantenere alta l’attenzione senza cedere all’allarmismo: eliminare i ristagni d’acqua nei giardini e nei sottovasi, utilizzare repellenti cutanei, indossare nelle ore serali e notturne abiti chiari e con maniche lunghe e utilizzare, dove possibile, zanzariere.

Particolare attenzione è raccomandata alle persone anziane, agli immunodepressi e ai soggetti affetti da patologie croniche, categorie nelle quali, pur trattandosi di una percentuale ridotta di casi, l’infezione può evolvere verso forme neurologiche più gravi.

Due casi in due giorni, dunque, ma con le strutture sanitarie già impegnate nel monitoraggio e nella prevenzione. Ora saranno soprattutto le indagini epidemiologiche a chiarire dove siano avvenute le esposizioni e se i due episodi siano riconducibili a una circolazione locale del virus.