Il ritratto
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di Tito Di Persio

TERAMO. Il caldo, i tanti turisti presenti sulla costa e, forse, anche i continui sbalzi di temperatura stanno mettendo sotto pressione il sistema dell'emergenza sanitaria. Negli ultimi due giorni si è registrato un vero e proprio aumento delle telefonate al 118 lungo la costa teramana, con gli operatori impegnati a rispondere a un numero consistente di richieste di intervento.
Ma a preoccupare i sanitari non è soltanto la quantità delle chiamate.
Una parte significativa delle richieste, infatti, riguarderebbe situazioni che, sulla base dei sintomi riferiti telefonicamente, non sembrerebbero avere caratteristiche di emergenza e potrebbero essere affrontate attraverso i servizi della medicina territoriale.
Mal di pancia, piccoli malesseri, senso di debolezza, disturbi probabilmente legati alle alte temperature e altri problemi di lieve entità stanno finendo sempre più spesso sul numero dell'emergenza. A questi si aggiungono situazioni che potrebbero essere favorite anche dai continui passaggi dal caldo esterno agli ambienti fortemente climatizzati di negozi, supermercati, centri commerciali, ristoranti e altri locali commerciali.In queste giornate, infatti, la differenza tra la temperatura esterna e quella degli ambienti climatizzati può essere molto elevata. Si passa rapidamente dal caldo intenso della strada a locali dove l'aria condizionata è impostata su temperature decisamente più basse.
Uno sbalzo termico che, soprattutto nelle persone più sensibili, può contribuire a determinare sensazioni di debolezza, malesseri e altri disturbi, senza che questo significhi necessariamente trovarsi di fronte a un'emergenza sanitaria.Il problema, spiegano gli operatori, è che ogni telefonata al servizio di emergenza deve comunque essere presa in carico e valutata.
Anche una richiesta apparentemente banale richiede tempo, attenzione e personale, mentre le stesse risorse devono contemporaneamente essere pronte a intervenire nei casi realmente gravi, come incidenti stradali, malori importanti, difficoltà respiratorie, traumi o situazioni nelle quali è concreto il rischio per la vita del paziente.Il tema, dunque, è quello dell'appropriatezza delle richieste. Il sistema dell'emergenza non dovrebbe essere utilizzato come una sorta di ambulatorio telefonico per ogni tipo di disturbo, soprattutto quando non esiste una situazione di pericolo immediato.
Per i problemi sanitari non urgenti esistono infatti altri percorsi assistenziali, dalla medicina di famiglia alla continuità assistenziale, fino ai servizi territoriali che stanno progressivamente entrando a regime con il nuovo modello sanitario.
In Abruzzo è inoltre operativo il 116117, il numero dedicato all'assistenza sanitaria non urgente, attraverso il quale il cittadino può ricevere indicazioni sul percorso assistenziale più appropriato.
L'obiettivo è proprio quello di evitare che problemi che non richiedono un intervento di emergenza finiscano per gravare sul sistema del soccorso.
Ma nelle ultime ore, accanto alla pressione determinata dalle telefonate, gli operatori sanitari segnalano anche un altro fenomeno che desta preoccupazione: gli insulti e le aggressioni verbali.«Veniamo insultati con parole irripetibili», raccontano alcuni sanitari, riferendo episodi che si verificano durante le telefonate quando l'operatore, dopo aver ascoltato i sintomi, spiega che la situazione descritta non appare, in quel momento, riconducibile a un'emergenza.Una reazione che può trasformare una normale interlocuzione telefonica in un momento di forte tensione.
Il fenomeno, secondo quanto viene segnalato dagli stessi operatori, non sarebbe limitato a una singola centrale o a una specifica località, ma interesserebbe la costa teramana nel suo complesso, soprattutto in un periodo dell'anno nel quale la popolazione presente sul territorio aumenta sensibilmente.Il lavoro degli operatori dell'emergenza, però, non consiste semplicemente nel «mandare un'ambulanza».
Dietro ogni chiamata c'è una valutazione sanitaria che deve essere effettuata nel minor tempo possibile, sulla base delle informazioni fornite dalla persona che telefona. Una valutazione delicata, perché dall'altra parte della linea potrebbe esserci anche un paziente in condizioni realmente critiche.
E proprio per questo, spiegano i sanitari, la collaborazione dell'utente è fondamentale. Raccontare con precisione i sintomi, rispondere alle domande degli operatori e seguire le indicazioni ricevute significa permettere al sistema di stabilire quale sia il percorso più adeguato.Il caldo, naturalmente, non va sottovalutato.
Le temperature elevate possono provocare disidratazione, spossatezza e malesseri, soprattutto nelle persone anziane, nei bambini e nei soggetti più fragili. Ma anche in questi casi è importante distinguere un malessere che può essere gestito attraverso i servizi territoriali da una situazione che presenta effettivamente caratteristiche di emergenza.
La richiesta che arriva dagli operatori è quindi semplice: utilizzare il servizio di emergenza per le emergenze, rivolgersi agli altri servizi sanitari quando il problema non presenta caratteristiche di urgenza e, soprattutto, evitare insulti e aggressioni verbali nei confronti di chi sta semplicemente svolgendo il proprio lavoro.
Perché dietro quella voce al telefono c'è un operatore che, mentre risponde a una chiamata, deve continuare a mantenere alta l'attenzione su tutte le altre richieste di soccorso. E in un sistema già sottoposto a forte pressione, ogni minuto e ogni risorsa possono fare la differenza quando arriva la chiamata per una vera emergenza.