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di Redazione cronaca

ANCONA. L’operazione Golden Tre, condotta dai militari del Comando provinciale di Ancona sotto il coordinamento della Procura della Repubblica dorica, ha portato alla luce un sofisticato sistema di abusivismo finanziario. Il sodalizio criminale aveva strutturato una vera e propria banca parallela, priva di qualsiasi autorizzazione, con basi operative estese fino in Polonia e Bulgaria. L’organizzazione offriva servizi di home banking, apertura di conti correnti esteri e concessione di prestiti, operando sotto lo schermo di una community dedicata al benessere degli associati.
In realtà, i promotori alimentavano uno Schema Ponzi che prometteva rendimenti elevati mascherati dalla causale cash-back, una strategia studiata per eludere i controlli delle Fiamme Gialle. Il meccanismo coinvolgeva vittime tra i 20 e gli 85 anni, residenti in province chiave come Roma, Milano, Palermo, Napoli, Torino e Bari. Gli investitori venivano convinti della solidità del progetto attraverso l'uso di carte di debito personalizzate e applicazioni digitali ingannevoli.
Il sistema è crollato quando le richieste di rimborso hanno superato i nuovi ingressi di capitale. Le indagini hanno accertato che i fondi raccolti venivano utilizzati per spese personali, eventi di reclutamento e investimenti speculativi in cripto e oro fisico. Al termine delle attività, quattro persone sono state deferite per truffa, auto-riciclaggio e attività bancaria abusiva. Le perquisizioni tra Marche, Abruzzo e Lombardia hanno portato al sequestro di 15 conti correnti e all’oscuramento della piattaforma online utilizzata per l'attività illecita.