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Salute

Sanità territoriale in Abruzzo, la Cisl: «Ora le assunzioni»

La Regione stanzia 37,8 milioni di euro per il personale di Case e Ospedali di Comunità, quasi 800 unità. Il sindacato: «Si passi dai fondi ai contratti»

Giovanni Notaro
Giovanni Notaro
di Stefano Recanati
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Costruire le strutture non basta, bisogna riempirle di persone. È il principio che la CISL ripete da mesi e che, secondo il sindacato, trova ora un primo riscontro concreto nella delibera con cui la Regione Abruzzo ha stanziato 37,8 milioni di euro per il reclutamento del personale destinato all'assistenza territoriale. Le risorse andranno alle quattro aziende sanitarie locali e serviranno ad assumere gli operatori necessari a far funzionare le nuove realtà previste dalla riorganizzazione: Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Unità di Continuità Assistenziale, Centrali Operative Territoriali e il servizio 116117. Il fabbisogno complessivo, stando alle stime, sfiora le 800 unità. Per il sindacato la scelta è un cambio di passo. «Abbiamo sempre sostenuto che non fosse sufficiente realizzare nuove strutture: occorreva creare le condizioni perché potessero funzionare realmente», affermano Giovanni Notaro, Vincenzo Traniello, Vincenzo Mennucci e Carlo Capparuccia, rispettivamente segretari generali di CISL Abruzzo Molise, FNP, CISL FP e CISL Medici. E ancora: «Le strutture hanno senso se dentro ci sono professionisti, competenze e servizi». Il tema non è nuovo per l'organizzazione. La CISL lo aveva portato al centro del dibattito il 18 giugno, durante la tavola rotonda "Ripensare i Servizi Territoriali", e poi il 16 luglio a Francavilla al Mare, nel convegno "Sanità: quale investimento per l'Abruzzo?", al quale aveva partecipato l'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì. Ora, però, la partita si sposta sull'attuazione. I quattro dirigenti sindacali chiedono di trasformare in fretta i fondi in contratti e la programmazione in servizi realmente attivi. «Occorre proseguire con determinazione», avvertono, sottolineando la necessità di monitorare l'andamento del piano e di mantenere aperto il confronto con la Regione e con le aziende sanitarie. Il nodo, dunque, è quello dei tempi: le risorse ci sono, ma il banco di prova sarà la capacità delle ASL di completare le assunzioni e di rendere operativa la sanità di prossimità promessa ai cittadini.