Il personaggio
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di Antonio Monda

Il 2025 si chiude con un bilancio complessivamente favorevole per la qualità dell'aria in Abruzzo. Secondo il report preliminare dell'agenzia regionale per la tutela ambientale i livelli di inquinamento mostrano un trend di progressivo miglioramento, con valori medi che restano entro i limiti di legge nella maggior parte del territorio regionale. Tuttavia, il quadro positivo non deve indurre a sottovalutare le criticità strutturali, specialmente in vista dei nuovi e più severi parametri stabiliti dall'Unione Europea per il 2030.
La mappa dell'inquinamento
Nonostante la media regionale sia rassicurante, le zone a maggiore pressione antropica continuano a mostrare i segnali più evidenti di sofferenza. Le concentrazioni più elevate di inquinanti sono state rilevate nell'agglomerato Chieti-Pescara, un'area che comprende anche i comuni di Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino e Francavilla al Mare.
Polveri sottili
Sebbene la media regionale sia rimasta al di sotto dei 40 µg/m³ consentiti, le città di Pescara e L'Aquila hanno registrato episodi di superamento del limite giornaliero. Il Biossido di azoto, questo inquinante, strettamente legato al traffico veicolare, rappresenta la sfida principale per i centri urbani. Le criticità maggiori si sono concentrate a Teramo e Pescara.
Indicatori in calo: Note positive arrivano dal monitoraggio di benzene, monossido di carbonio e anidride solforosa, i cui valori risultano ampiamente entro le soglie di sicurezza in tutto l'Abruzzo.
L'allarme di Legambiente: l'orizzonte 2030
Il vero banco di prova sarà l'adeguamento alla nuova Direttiva Europea sulla Qualità dell'Aria. Dal 2030, i limiti diventeranno drasticamente più stringenti per proteggere la salute pubblica. Secondo le proiezioni di Legambiente contenute nel rapporto Mal'Aria, se questi limiti fossero applicati oggi, il 53% delle città italiane risulterebbe fuori norma per il PM10 e ben il 73% per il PM2.5. In Abruzzo, solo L'Aquila appare attualmente vicina ai futuri standard europei, mentre per Pescara, Chieti e Teramo sarà necessario un cambio di passo deciso nelle politiche di mobilità sostenibile e riscaldamento domestico.