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Autismo in Abruzzo, Sandro Mariani: «Subito più fondi e servizi, liste d’attesa insostenibili»
di Redazione cronaca

Il 2025 si chiude con un bilancio complessivamente favorevole per la qualità dell'aria in Abruzzo. Secondo il report preliminare dell'agenzia regionale per la tutela ambientale i livelli di inquinamento mostrano un trend di progressivo miglioramento, con valori medi che restano entro i limiti di legge nella maggior parte del territorio regionale. Tuttavia, il quadro positivo non deve indurre a sottovalutare le criticità strutturali, specialmente in vista dei nuovi e più severi parametri stabiliti dall'Unione Europea per il 2030.
La mappa dell'inquinamento
Nonostante la media regionale sia rassicurante, le zone a maggiore pressione antropica continuano a mostrare i segnali più evidenti di sofferenza. Le concentrazioni più elevate di inquinanti sono state rilevate nell'agglomerato Chieti-Pescara, un'area che comprende anche i comuni di Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino e Francavilla al Mare.
Polveri sottili
Sebbene la media regionale sia rimasta al di sotto dei 40 µg/m³ consentiti, le città di Pescara e L'Aquila hanno registrato episodi di superamento del limite giornaliero. Il Biossido di azoto, questo inquinante, strettamente legato al traffico veicolare, rappresenta la sfida principale per i centri urbani. Le criticità maggiori si sono concentrate a Teramo e Pescara.
Indicatori in calo: Note positive arrivano dal monitoraggio di benzene, monossido di carbonio e anidride solforosa, i cui valori risultano ampiamente entro le soglie di sicurezza in tutto l'Abruzzo.
L'allarme di Legambiente: l'orizzonte 2030
Il vero banco di prova sarà l'adeguamento alla nuova Direttiva Europea sulla Qualità dell'Aria. Dal 2030, i limiti diventeranno drasticamente più stringenti per proteggere la salute pubblica. Secondo le proiezioni di Legambiente contenute nel rapporto Mal'Aria, se questi limiti fossero applicati oggi, il 53% delle città italiane risulterebbe fuori norma per il PM10 e ben il 73% per il PM2.5. In Abruzzo, solo L'Aquila appare attualmente vicina ai futuri standard europei, mentre per Pescara, Chieti e Teramo sarà necessario un cambio di passo deciso nelle politiche di mobilità sostenibile e riscaldamento domestico.