Economia
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di Tommaso Silvi

CASTELLAFIUME (L’AQUILA). Pagliara dei Marsi, minuscola frazione di Castellafiume incastonata ai piedi del Monte Girifalco, è uno di quei borghi italiani dove il tempo sembra essersi fermato. Qui i gatti superano di numero i residenti, che oggi sfiorano appena le venti unità. Eppure, questo angolo d’Abruzzo è finito sulle pagine del Guardian grazie a un evento che ha spezzato una lunga attesa durata tre decenni.
La nascita di Lara, la prima bambina dopo trent’anni
Qualche mese fa è venuta alla luce Lara, la prima bambina nata nel borgo da circa trent’anni. La sua presenza ha attirato curiosi e visitatori da fuori regione: «Persone che non avevano mai sentito nominare Pagliara dei Marsi sono venute qui solo per conoscere la storia di Lara», ha raccontato la madre al quotidiano britannico, sottolineando come la piccola, a soli nove mesi, sia già diventata una sorta di mascotte del paese.
Un battesimo che riunisce l’intera comunità
Il battesimo, celebrato nella piccola chiesa del borgo, è stato un momento di festa collettiva. Tra i presenti anche la sindaca Giuseppina Perozzi, che vive a pochi passi dalla famiglia. La prima cittadina ha espresso gratitudine ai genitori della bambina e ha ribadito quanto la nascita rappresenti una speranza per un territorio segnato da un forte spopolamento: «Abbiamo perso molti anziani e non c’è stato ricambio generazionale», ha spiegato.
Il simbolo dell’inverno demografico italiano
La storia di Lara, osserva il Guardian, si inserisce nel più ampio dibattito sull’«inverno demografico» che sta colpendo l’Italia. I genitori, pur felici, non nascondono le preoccupazioni legate alla gestione della vita familiare e al futuro scolastico della bambina. Nel borgo non c’è più un’insegnante da decenni e le scuole più vicine – una materna e una primaria – si trovano in un paese limitrofo. Non è certo, però, che resteranno aperte negli anni a venire, vista la scarsità di alunni.
Le difficoltà di crescere un figlio in un piccolo borgo
La madre di Lara ha parlato anche delle criticità del sistema italiano: «Viviamo in un Paese con tasse elevate, ma questo non si traduce in servizi adeguati o in una buona qualità della vita». Una riflessione che rispecchia il sentimento di molte famiglie che vivono nelle aree interne. I dati Istat confermano il quadro: nel 2024 le nascite in Italia sono scese al minimo storico, 369.944, proseguendo un calo che dura da sedici anni. Anche il tasso di fecondità ha toccato un nuovo minimo, 1,18 figli per donna, tra i più bassi dell’Unione Europea.