La decisione
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di Tito Di Persio

Teramo (TE) - Si è aperta questa mattina, 1 ottobre, nella prestigiosa cornice del Campus Universitario "Aurelio Saliceti" dell'Università degli Studi di Teramo, la prima giornata dell'VIII edizione del Forum Internazionale del Gran Sasso, appuntamento scientifico e culturale ormai consolidato di portata internazionale.
Il titolo scelto per l'edizione di quest'anno, «Allargare gli orizzonti della conoscenza: percorsi di ricerca per costruire», racchiude bene lo spirito dei lavori, che riuniscono docenti, ricercatori, esperti istituzionali e rappresentanti di enti scientifici attorno a un'idea precisa: il sapere integrato come strumento di pace, sviluppo sostenibile e coesione tra le comunità.
L'evento è promosso dalla Diocesi di Teramo-Atri, dall'Università degli Studi di Teramo, dal Ministero dell'Università e della Ricerca, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ccrua, il Comitato di Coordinamento Regionale delle Università Abruzzesi, a conferma della capacità del Forum di mettere intorno allo stesso tavolo mondo accademico, istituzioni ecclesiastiche e diplomazia.
I lavori si sono aperti ufficialmente nella mattinata presso l'Aula Magna "Benedetto Croce" con la solenne Cerimonia Inaugurale, che ha visto la partecipazione e gli interventi introduttivi delle principali autorità accademiche, civili e religiose, tra cui il vicecancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Dario Edoardo Viganò. Alla cerimonia si sono affiancate le due tavole rotonde del mattino e un momento commemorativo dedicato ad Antonino Zichichi, dal titolo "Conoscere significa aprirsi alla realtà", una citazione di Leone XIV, moderato dalla rettrice del Gran Sasso Science Institute Paola Inverardi. Da questi primi appuntamenti sono emerse le linee guida dell'intero Forum: la ricerca scientifica, è stato ribadito più volte, non può restare un esercizio speculativo isolato, ma deve trasformarsi in un'infrastruttura democratica capace di rispondere alle grandi trasformazioni e criticità dell'epoca contemporanea. I relatori hanno insistito sulla necessità di far dialogare e convergere le diverse discipline verso un obiettivo comune: conoscere la realtà e promuovere la persona.
Tra gli interventi inaugurali spiccano quelli di monsignor Lorenzo Leuzzi e del rettore dell'Ateneo teramano Christian Corsi, che hanno offerto due riflessioni profonde sull'etica della ricerca e sulla responsabilità sociale delle università. Il vescovo della Diocesi di Teramo-Atri ha ricordato come «bisogna avere la reale consapevolezza che la ricerca scientifica e l'impegno accademico debbano servire a costruire un mondo migliore. Dobbiamo esserne davvero consapevoli. Il dialogo interculturale e la collaborazione interdisciplinare diventano un modello imprescindibile da condividere: senza il dialogo e la cooperazione interdisciplinare si può fare un'ottima informazione, ma non si genera vera conoscenza. Dobbiamo donare ai nostri ragazzi non solo informazioni, ma la capacità di conoscere e soprattutto il desiderio di conoscere».
Sulla stessa linea il Magnifico Rettore Christian Corsi, che ha spiegato come «allargare gli orizzonti della conoscenza significa anzitutto allargare gli orizzonti geografici e della cooperazione. L'esperienza maturata negli anni ci insegna che la cooperazione internazionale non può essere letta solo sotto una logica unidirezionale. Non si tratta di trasferire banalmente modelli da un continente all'altro, ma di costruire insieme un modello di conoscenza trasversale, di formazione e di capacità innovativa condivisa. La collaborazione tra Europa e Africa assume valore autentico quando genera reciprocità. L'internazionalizzazione non allontana l'università dal proprio territorio, ma, al contrario, mette i nostri contesti locali in relazione diretta con il mondo».
Esaurita la parte istituzionale della mattinata, il pomeriggio è entrato nel vivo del confronto scientifico vero e proprio, con una fitta serie di sessioni di approfondimento tematico distribuite nelle diverse aule dell'ateneo. Quattro le aree di lavoro: Scienze Umanistiche, con "Conoscenza e Promozione umana"; Scienze Economico-Sociali, con "Conoscenza della realtà sociale"; Scienze Naturali, con "Conoscenza della Natura"; Scienze Formali e Tecnologiche, con "Conoscenza e Tecnologia". A chiudere i lavori pomeridiani è stato un momento di sintesi, durante il quale i coordinatori delle diverse sessioni hanno condiviso con l'intera platea i primi risultati emersi dalle discussioni scientifiche. La giornata si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa dei Ricercatori, presso la Parrocchia-Cappellania Universitaria "San Gabriele dell'Addolorata".
Il Forum, però, non si ferma qui. L'appuntamento prosegue domani, venerdì 2 ottobre, con una seconda giornata interamente dedicata alla VIII Conferenza sul Partenariato Euro-Africano: una piattaforma diplomatica e accademica di primissimo piano, pensata per favorire la creazione di reti di ricerca stabili tra atenei europei e africani. Nel corso delle sessioni di domani saranno discussi progetti congiunti legati alle grandi sfide globali, a conferma della vocazione sempre più internazionale che il Forum del Gran Sasso ha saputo costruire negli anni, portando Teramo al centro del dialogo scientifico tra continenti.