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Vaccini e odio online: la storia della giovane abruzzese attaccata dopo aver chiesto un consiglio

Aveva chiesto informazioni sul web dopo aver accolto in casa un cane di quattro anni: prima qualche messaggio costruttivo, poi caos e polemiche

(foto di repertorio)
(foto di repertorio)
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Bastava un consiglio. Nulla di più. Una giovane di Teramo, felice per aver accolto in casa un cane di quattro anni – un meticcio simile a un pastore tedesco, salvato dall’abbandono estivo – aveva fatto ciò che oggi fanno milioni di persone: chiedere informazioni su internet. Il tema era semplice e concreto: quali vaccini fare al nuovo arrivato.

Prima i consigli…

All’inizio la conversazione sembrava seguire un binario civile. Alcuni utenti hanno risposto con toni pacati, ricordando quelle che sono indicazioni veterinarie diffuse: «L’importante è il vaccino della leptospirosi. Il resto dipende dalle esigenze e dal luogo in cui vivi».

Nel giro di poche ore si sono accumulati circa quaranta commenti, molti dei quali concordi su una linea considerata da diversi veterinari: leptospirosi ogni anno, mentre cimurro, parvovirosi ed epatite ogni tre anni oppure previa titolazione anticorpale.

Il tono che cambia

Poi, improvvisamente, il tono è cambiato. Dalle pieghe più oscure della discussione online sono arrivati attacchi violenti. Non più consigli, ma accuse e insulti. «Vergognati, stai condannando il tuo cane al cancro», scrive qualcuno evocando patologie come il mastocitoma. Altri trasformano la conversazione in un processo ideologico: «Tu devi aver fatto cento vaccini del Covid, si vede da come ragioni». E ancora: «Ora che ti sei vaccinata vuoi condannare anche il tuo migliore amico?», oppure «Provali prima tu e poi sul cane».

Messaggi choc

C’è chi arriva perfino a invocare il karma. Molti dei messaggi più pesanti – comprese offese personali e persino auguri di malattia – non sono riportati integralmente perché saranno oggetto di possibili azioni legali. Resta però un dato evidente: la facilità con cui una discussione su un tema sanitario per animali domestici può degenerare in un’ondata di aggressività. Il caso solleva una questione più ampia: la crescente radicalizzazione delle discussioni online, dove il confine tra opinione personale e attacco diretto sembra dissolversi sempre più rapidamente.

La vicenda non finisce qui. Continueremo a seguire gli sviluppi di questa storia e il clima che si è creato attorno alla discussione. Nel frattempo, alla giovane Luana arriva la solidarietà della redazione, con l’auspicio che il dibattito torni a essere ciò che dovrebbe sempre essere: confronto, non violenza.