Lavoro
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di Redazione Teramo

TERAMO. «Buonasera, vorrei condividere con voi un episodio a cui ho assistito». Comincia così il messaggio di un cittadino.
Una scena semplice, ma potente. Ieri sera, lungo il corso di Teramo, un uomo è caduto a terra, sbattendo il volto. Accanto a lui un carrellino della spesa. Sangue sul viso. E un urlo che ha attirato l’attenzione di chi passava. «Mi sono spaventato ma sono andato a vedere se qualcuno avesse bisogno di aiuto».
La mano tesa dei ragazzi
Prima ancora che lui arrivasse, c’erano dei ragazzi attorno a quell’uomo. Non hanno girato lo sguardo. Non hanno tirato fuori il telefono. Hanno chiamato i soccorsi, gli hanno portato dell’acqua, hanno provato a rialzarlo.
«Forse aveva bevuto un po’ troppo – scrive – ma nei suoi occhi ho visto soprattutto disperazione». Quando sono arrivati i sanitari, l’uomo cercava di dire che stava bene, che non poteva restare, che aveva qualcuno da accudire e non poteva lasciarlo solo.
Una luce in mezzo al rumore
«Mi si è stretto il cuore», continua il racconto. Non solo per la caduta, ma per tutto quello che c’era dietro: una fragilità, una vita forse troppo difficile, la dignità di chi vuole rimettersi in piedi in fretta e tornare alla propria quotidianità.
«In un mondo distrutto da guerre, crudeltà e piccoli gesti che ci logorano ogni giorno, ieri sera ho visto una luce. Ho visto giovani che si sono fatti in quattro per uno sconosciuto. Ho visto umanità. È per questo che ha voluto scrivere. Per raccontare che, a volte, basta fermarsi. E tendere una mano».