L'incidente
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di Tito Di Persio

TORTORETO. Ci sono albe che segnano semplicemente l’inizio di un nuovo giorno e altre che riescono a trasformarsi in un piccolo spettacolo da custodire. Quella vissuta allo chalet Tartaruga di Tortoreto appartiene sicuramente alla seconda categoria.
Il mare ancora sospeso tra la notte e la luce, il cielo che lentamente cambiava colore e poi la musica. Il violino di Valentino Alessandrini, il sax e la danza hanno accompagnato il sorgere del sole, costruendo un dialogo delicato tra note, movimento e natura.
Il violino ha accarezzato l’orizzonte mentre la danza sembrava seguire il respiro delle onde, quasi a tenere aperta quella porta evocata dalla poesia di Emily Dickinson. Il sax ha aggiunto profondità a un’atmosfera già carica di suggestione, mentre il primo sole iniziava a riflettersi sull’Adriatico.
A completare il racconto sono state le immagini del dottor Cretara, capaci di catturare il passaggio dall’ombra alla luce, il movimento dell’acqua e quei colori che soltanto l’alba sul mare riesce a regalare.
Nessun effetto speciale, perché non ce n’era bisogno. Bastavano Tortoreto, il mare, la musica, la danza e la sensibilità degli artisti per trasformare pochi minuti in qualcosa di profondamente emozionante.
Forse è proprio questo il segreto di certe mattine: ricordarci che la bellezza non ha bisogno di fare rumore. A volte arriva sulle corde di un violino, nel respiro di un sax, in un passo di danza e nel sole che lentamente sale dal mare.
E quando l’ultima nota si perde tra le onde resta soltanto una sensazione difficile da spiegare e facilissima da conservare. Un’alba da ricordare. Semplicemente, grazie.