L'incidente
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di Tito Di Persio

TERAMO. Le ordinanze possono essere firmate, annunciate e persino rilanciate. Ma senza controlli rischiano di restare soltanto carta. A Teramo continuano infatti le segnalazioni di bivacchi, situazioni di degrado e comportamenti che incidono sulla vivibilità di alcune zone della città, mentre resta ancora da capire quale concreta applicazione stia avendo l’ordinanza del sindaco Gianguido D’Alberto.
Teramo, l'ordinanza contro il degrado e il nodo dei controlli
Nei mesi scorsi l’assessore alla Polizia Locale aveva annunciato nuovamente la costituzione di una squadra antidegrado, dopo lo scioglimento del precedente nucleo avvenuto durante il mandato dell’attuale amministrazione. Un annuncio che, almeno sul piano della percezione dei cittadini, non sembra finora aver prodotto quella presenza capillare sul territorio che molti residenti chiedono.
Ed è proprio qui che torna centrale il ruolo della Polizia Locale, troppo spesso considerata soltanto per multe, parcheggi e viabilità.
Polizia Locale, non solo multe e viabilità
Le competenze degli agenti municipali in materia di sicurezza urbana sono infatti molto più ampie: controllo del territorio, prevenzione del degrado, tutela del decoro pubblico, vigilanza nei parchi e nelle aree pedonali, verifica del rispetto dei regolamenti comunali e supporto nell’applicazione delle ordinanze del sindaco.
A queste attività si aggiungono le funzioni di polizia giudiziaria e amministrativa, i controlli in materia commerciale, ambientale ed edilizia e la collaborazione con le altre forze dell’ordine nell’ambito delle rispettive competenze.
Bivacchi e degrado, le segnalazioni dei cittadini
Un patrimonio di professionalità che una città dovrebbe utilizzare pienamente, soprattutto nei luoghi dove il disagio urbano viene segnalato con maggiore frequenza.
A Teramo, invece, continuano ad arrivare racconti di panchine contese e occupate per ore, bivacchi che iniziano già dalle prime ore del mattino e fontanelle pubbliche utilizzate impropriamente, fino a trasformare alcuni angoli della città in veri e propri bagni a cielo aperto.
Sicurezza urbana, servono controlli e prevenzione
Non si tratta di criminalizzare chi vive condizioni di marginalità, né di invocare improbabili militarizzazioni del centro. Si tratta semplicemente di garantire regole uguali per tutti, decoro e possibilità di utilizzare liberamente gli spazi pubblici.
Perché quando le regole esistono ma non vengono fatte rispettare, a perdere non è soltanto il decoro urbano. A pagare è soprattutto il cittadino, costretto ogni giorno a misurarsi con una sicurezza percepita sempre più fragile.
La domanda sulla squadra antidegrado
E allora la domanda torna inevitabile: quando vedremo realmente in strada la squadra antidegrado annunciata e, soprattutto, quando l’ordinanza del sindaco diventerà qualcosa di più di un provvedimento scritto?