Salute
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di Giancarlo Falconi

TERAMO. È bastata una divisa in più, visibile nei luoghi più delicati del centro, per cambiare almeno in parte la percezione di piazza Garibaldi, dei giardini Marcozzi e della Villa Comunale.
Il primo giorno di controllo e verifica affidato alla vigilanza privata sembra aver prodotto un effetto immediatamente percepibile.
Una presenza fisica, visibile, che avrebbe infastidito non poco chi abitualmente occupa queste zone per consumare alcol o sostanze stupefacenti e, secondo diverse segnalazioni, anche alcuni piccoli spacciatori che si muoverebbero rapidamente con biciclette elettriche. Un esperimento che, almeno nelle prime ore, è piaciuto a molti teramani.
Perché c’è un dato che spesso viene dimenticato: vedere una persona in divisa, presente fisicamente sul territorio, rassicura. Non soltanto dal punto di vista della sicurezza, ma anche sotto il profilo sociale e umano. Significa sapere che qualcuno osserva, controlla, interviene e può rappresentare un primo deterrente. Poi, però, arriva il lato oscuro della questione.
Ed è quello della Polizia Locale di Teramo. Mesi fa l’assessore Graziano Giapanna aveva annunciato la volontà di riformare e rilanciare la squadra antidegrado. Da allora, almeno pubblicamente, non sembrano essere arrivati passi concreti.
La domanda resta quindi inevitabile: chi ha voluto smantellare quella squadra e perché non viene ricostituita?
E ancora. Nel mese di maggio alcuni agenti della Polizia Locale avrebbero seguito specifici corsi di formazione, ottenendo l’abilitazione all’utilizzo di strumenti di autodifesa come i bastoni estensibili e lo spray al peperoncino. Dopo mesi, però, quegli strumenti non risulterebbero ancora messi a disposizione.
Perché? Perché si investe sulla formazione degli agenti e poi non si completa il percorso dotandoli delle attrezzature previste? E soprattutto: perché a Teramo si continua a parlare così poco del terzo e del quarto turno della Polizia Locale?
Una città che vive anche nelle ore serali e notturne, con problemi di degrado, consumo di alcol, piccoli episodi di criminalità e situazioni di disagio sociale, può davvero rinunciare a una presenza più ampia degli agenti in strada?
La vigilanza privata può essere utile, può integrare, può contribuire a rendere più sicuri alcuni spazi. Ma proprio il suo primo giorno di servizio rischia di rendere ancora più evidente ciò che manca.
Se una semplice presenza in divisa riesce a modificare comportamenti e percezioni, allora la domanda non è più soltanto chi debba controllare piazza Garibaldi o i giardini. La domanda è un’altra: perché la Polizia Locale di Teramo non viene messa nelle condizioni di essere presente, soprattutto quando e dove serve davvero?