L'omaggio
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di Jacopo Forcella

TERAMO. All’inferno e ritorno. Spinto da un pubblico mai visto a Teramo per una partita - anzi, una mezza partita - pomeridiana nel mezzo della settimana, il Diavolo vede l’Ostiamare scappare sul 2-0 a metà del tempo e il sogno della C allontanarsi a distanza siderale. Ma non molla, va all’assalto e acciuffa a ridosso del 90’ un pareggio che lo tiene in piena corsa, a -3 dall’Ancona e a -2 dai laziali.
La (mezza) partita
Il recupero del secondo tempo saltato il 15 marzo per l’infortunio dell’arbitro Decimo di Napoli è stato un concentrato di emozioni vietato ai deboli di cuore. Il Teramo ha attaccato da subito, come gli imponeva lo 0-1 di partenza, ma ha creato pochi pericoli a un avversario solido e dai modi spicci. Avversario anche cinico, visto che al primo tentativo ha trovato la rete con una spizzata di testa di Giordani su cross da fermo di Spinosa: la palla si è impennata ed è ricaduta sul secondo palo, toccando il legno prima di gonfiare la rete.
Era il 23’, e a molti è sembrata finita non solo la partita, ma anche la rincorsa alla promozione. E invece no. Pomante ha azionato il piano B, quello della disperazione, mettendo dentro Persano e Sereni e passando al 4-2-4. Una rovesciata fuori misura di Pavone e un angolo a rientrare di Sereni sventato con non poche difficoltà da Vertua hanno fatto capire che la musica era cambiata. Abbandonando discorsi tattici e di equilibrio, solo buttando la palla avanti e mettendoci muscoli e grinta, il Teramo ha trovato nel giro di due minuti un gol di testa di Sereni su cross dal fondo di Pavone e una zampata di Persano a chiudere il classico mischione da flipper.
Quando è arrivato il 2-2 mancavano quattro minuti più recupero e il Bonolis era una bolgia, ma Pomante ha ritenuto che fosse meglio conservare il pari che cercare la vittoria, e ha aggiunto un difensore sostituendo Pavone. Decisione giusta, visto che i laziali sono tornati a minacciare un paio di volte Torregiani prima del fischio finale. Conclusione: il Teramo ha visto il baratro e continua ad avere problemi di gioco, ma è più vivo che mai. La corsa alla C continua.
Il tabellino
TERAMO (3-4-2-1): Torregiani; Botrini, Alessandretti, Bruni (24’ st Sereni); Salustri (32’ at Kunze), Angiulli (24’ st Persano), Borgarello, Pietrantonio; Pavone (44’ st Cipolletti), Carpani; Njambe. A disposizione: Grillo, Costanzi, Della Quercia, Maiga Silvestri, Quieti. Allenatore: Pomante.
OSTIAMARE (4-4-2): Vertua; Donsah, Piroli, Giordani, Orfano; Vagnoni, Marrali, Buono, Spinosa; Badje (40’ st Rasi), Cardella (44’ st Gueye), A disposizione: Midio, Cinque, Gianni, Menichelli, Greco, Ceccarelli, Pontillo. Allenatore: D’Antoni.
ARBITRO: Zito di Rossano (Cosenza).
RETI: nel pt 46’ Spinosa; nel st 23’ Giordani, 39’ Sereni, 41’ Persano.
NOTE: spettatori oltre 3mila. Ammoniti Carpani, Piroli, Vagnoni. Espulso dalla panchina il vice allenatore del Teramo Vespa. Angoli 6-3. Recupero 1’ pt, 7’ st.