Dissesto
Atri, oltre 2,3 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio
di Jacopo Forcella

TERAMO. Mentre si avvicina il taglio del nastro del nuovo dormitorio cittadino, previsto con la partecipazione del sindaco di Gianguido D'Alberto e dell’assessore alle politiche sociali Stefania Di Padova, dal territorio tornano le polemiche sulla gestione dell’emergenza notturna e dell’accoglienza nel capoluogo.
Secondo quanto denunciato da volontari impegnati nell’assistenza in strada, dopo sette anni di interventi e aiuti ai senza fissa dimora, Teramo sarebbe ancora priva di un vero centro di accoglienza notturna operativo. Nel mirino anche il progetto “Angeli della Notte”, presentato nei mesi scorsi dall’amministrazione comunale ma ritenuto, da chi opera quotidianamente sul territorio, “quasi totalmente invisibile”.
Il dormitorio pubblico, in fase di realizzazione nella zona di Villa Pavone, non è ancora entrato in funzione e nel frattempo decine di immigrati continuano a trascorrere la notte all’aperto, in particolare davanti alla Questura di Teramo, in attesa dell’apertura degli uffici per le pratiche legate ai documenti.
Una situazione che, secondo le segnalazioni raccolte, starebbe creando anche problemi di decoro e sicurezza urbana nelle aree vicine a viale Bovio. Tra le questioni sollevate c’è anche la scomparsa dei bagni chimici installati in passato per limitare episodi di urinate e defecazioni lungo le strade limitrofe.
Le critiche si concentrano soprattutto sui tempi di realizzazione della struttura e sull’assenza di risposte concrete rispetto a un fenomeno che continua a essere visibile ogni notte nel cuore della città. E mentre il cantiere del dormitorio procede verso l’inaugurazione ufficiale, resta aperto il confronto politico e sociale sull’efficacia delle misure adottate finora dal Comune.