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di Redazione Teramo

TERAMO. Leggiamo insieme una delle tante lettere di dimissione ospedaliera di Francesco, nome di fantasia, un ragazzo di appena 16 anni. «Riacutizzazione delle crisi in paziente con epilessia focale sintomatica (sindrome elettroclinica di Lennox-Gastaut) in oloprosencefalia e tetraparesi spastica».
Parole difficili, diagnosi pesantissime. Dietro quei termini medici c'è un adolescente che convive con una condizione neurologica estremamente complessa. La sindrome di Lennox-Gastaut è una rara e grave forma di epilessia che può provocare crisi frequenti, di diversa tipologia e spesso resistenti ai farmaci.
Per Francesco anche ciò che consideriamo un semplice gesto quotidiano può rappresentare una difficoltà enorme. Per la sua famiglia, ogni giornata richiede assistenza, sacrifici e attenzioni continue.
Dieci mesi fa i familiari hanno richiesto alla Asl di Teramo una carrozzina speciale, dotata di supporti e accessori specifici, indispensabili per garantire al ragazzo una postura adeguata, maggiore sicurezza e una migliore qualità della vita.
Dieci mesi. Numerosi certificati del fisiatra, prescrizioni, ulteriori documenti richiesti e un percorso burocratico che, secondo quanto riferito dalla famiglia, avrebbe prodotto un risultato paradossale: prima sarebbero arrivati gli accessori, successivamente una carrozzina non adatta alle necessità del sedicenne.
Come ordinare un'automobile con tutti gli optional, ricevere prima gli accessori e poi ritrovarsi davanti un veicolo completamente diverso da quello richiesto. Con una differenza sostanziale: qui non parliamo di automobili, ma della salute, del benessere e delle condizioni di vita di un ragazzo con una gravissima disabilità.
Non vogliamo credere che una famiglia debba affrontare dieci mesi di attesa, documenti e solleciti per ottenere un ausilio sanitario appropriato. Non vogliamo neppure pensare che si possa considerare conclusa una pratica con la consegna di una carrozzina che, secondo i familiari, non risponderebbe alle prescrizioni mediche.
Il nostro è un appello diretto ai vertici della Asl di Teramo: verificate immediatamente questa situazione, ascoltate la famiglia e garantite a Francesco l'ausilio di cui ha effettivamente bisogno.
Siamo naturalmente disponibili a ospitare ogni chiarimento da parte dell'azienda sanitaria.Francesco ha 16 anni. Non chiede un privilegio, ma uno strumento necessario per vivere con maggiore dignità. Dieci mesi sono già trascorsi. Non aggiungiamo altri giorni a un'attesa che, per lui e per la sua famiglia, pesa molto più di quanto qualsiasi pratica amministrativa possa raccontare.
La risposta non può essere un altro certificato. Deve essere una carrozzina adatta. Ora.