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di Redazione Teramo

FRANCAVILLA AL MARE. L’autopsia sul corpo di Maria Ionescu, 66 anni, eseguita questa mattina, martedì 20 ottobre, è durata circa quattro ore e non ha sciolto i dubbi: li ha moltiplicati.
L’esame è stato svolto dall’anatomopatologo Pietro Falco, incaricato dalla Procura di Chieti, alla presenza del super consulente Vittorio Fineschi, mentre non erano presenti tecnici di parte. Subito dopo l’anatomopatologo si è recato in Procura per un vertice con gli inquirenti durato più di un’ora e, all’uscita, ha dichiarato che serviranno ulteriori esami tecnico-scientifici, oltre agli esami ambientali, tossicologici e istologici.
Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori, a quanto si apprende dalla Procura, ci sono la posizione in cui è stata trovata la donna, le ciabatte e il filo di ferro attorno al collo, che poteva essere piegato solo con un attrezzo adeguato o con una pinza e non a mani nude.
C’è poi un altro elemento: la donna utilizzava calzature ortopediche per problemi di deambulazione e difficilmente avrebbe potuto percorrere a piedi quasi due chilometri, dall’area di servizio al punto in cui è stata rinvenuta. Nel frattempo, a casa del compagno sono stati sequestrati asciugamani intrisi di sangue che l’uomo avrebbe usato per tamponare la fuoriuscita ematica da un taglio sotto il collo. Tra gli aspetti che gli inquirenti stanno approfondendo ci sono anche i frequenti litigi tra i due, raccontati dai vicini.
Si ricorda che al momento l’uomo non è indagato. Il pubblico ministero Giancarlo Ciani, titolare del fascicolo, procede contro ignoti. Tra i consulenti c’è il professor Vittorio Fineschi, ordinario di Medicina legale alla Sapienza Università di Roma, il cui nome è legato ad alcuni dei casi più discussi della cronaca italiana: dalla morte di Stefano Cucchi, per la quale fu consulente della famiglia, a quella di Denis Bergamini, dal caso di Giulio Regeni a quello di Liliana Resinovich, fino alla recente consulenza per la difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, nelle valutazioni sulla possibile revisione del processo di Garlasco.
La medicina legale non sostituisce il lavoro di investigatori e magistrati, ma può fornire indicazioni decisive per confermare o escludere determinate ricostruzioni.
Per Maria Ionescu la domanda centrale resta senza risposta definitiva: si è trattato di un gesto volontario oppure le circostanze della morte raccontano una storia diversa?
Una colazione in un’area di servizio, un foulard dimenticato nel bagno dell’autogrill e poi il nulla: comincia così, all’alba di mercoledì 14 ottobre, la vicenda della donna di origine romena che stava rientrando nella propria abitazione di Mottola, nel Tarantino, insieme al compagno Vito Palagiano, dopo un soggiorno a Rimini, dove vive uno dei suoi figli.
La coppia si era fermata per fare colazione all’area di servizio Alento Ovest, lungo l’A14, nel territorio di Miglianico. Secondo il racconto fornito dall’uomo agli investigatori, Maria si sarebbe allontanata per recuperare il foulard dimenticato nel bagno, senza fare più ritorno.
Le ricerche non hanno dato esito per tutta la giornata di mercoledì. Il giorno dopo, giovedì 15 ottobre, il corpo è stato scoperto in una zona impervia, in un uliveto di contrada Santa Cecilia, a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti. Il compagno è stato ascoltato in Procura per circa cinque ore come persona informata sui fatti e gli investigatori stanno ricostruendo i rapporti tra i due e le ore precedenti alla scomparsa.