Lo schianto
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di Giancarlo Falconi

TERAMO. Con il calare della sera, il porticato dell’edificio scolastico che ospita il liceo scientifico di Teramo diventa nuovamente un punto di ritrovo e riparo per decine di persone.
Una presenza costante che, secondo i residenti di viale Bovio, prosegue fino alle prime luci dell’alba trasformando l’area in un vero e proprio accampamento improvvisato.
Nelle ultime ore i cittadini sono tornati a rivolgersi al sindaco Gianguido D'Alberto chiedendo interventi urgenti per affrontare una situazione che viene descritta come sempre più delicata sia sotto l’aspetto della sicurezza sia dal punto di vista sanitario e del decoro urbano.
Le maggiori criticità riguardano l’assenza dei bagni chimici che in passato venivano rimossi nelle prime ore del mattino. Senza servizi igienici disponibili, molte delle persone presenti durante la notte utilizzerebbero i vicoli limitrofi e alcune aree della Villa Comunale di Teramo come toilette a cielo aperto, provocando continue proteste da parte di residenti e commercianti.
Sono proprio gli esercenti della zona, spesso, a cercare di tamponare l’emergenza concedendo l’utilizzo dei propri bagni per necessità immediate. Un gesto di solidarietà che, secondo molti cittadini, non può però sostituire un intervento strutturale da parte delle istituzioni.
Dietro il disagio quotidiano resta infatti il tema irrisolto dell’accoglienza e della gestione delle persone fragili che gravitano nell’area della Questura e di viale Bovio. Un problema sociale che continua a pesare sulla vita del quartiere e che, ancora una volta, riporta al centro del dibattito la necessità di soluzioni concrete e permanenti.